
POCO F9 Ultra, il salto di categoria è reale: potenza e batteria da vero top di gamma
Per anni il nome POCO è stato associato soprattutto a una formula precisa: prestazioni elevate, prezzi aggressivi e qualche compromesso accettabile pur di mantenere il costo più basso rispetto ai grandi protagonisti della fascia premium. Con il POCO F9 Ultra, però, Xiaomi sembra voler cambiare definitivamente le regole del gioco. Non siamo più davanti a uno smartphone nato per offrire “quasi tutto” spendendo meno, ma a un dispositivo che prova apertamente a entrare nel territorio dei migliori telefoni Android, mettendo sul piatto un hardware di livello altissimo, un’autonomia fuori dalla media e un comparto multimediale particolarmente curato. Il problema è che anche il prezzo, almeno al lancio, comincia a comportarsi da vero top di gamma.
Il F9 Ultra è infatti uno smartphone difficile da classificare secondo i vecchi parametri di POCO. La costruzione trasmette una sensazione premium, lo schermo è di categoria superiore, l’audio firmato Bose sorprende per potenza e qualità e sotto la scocca trova posto lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, uno dei componenti più potenti disponibili per questa generazione di dispositivi. A completare il quadro c’è una batteria da ben 8.050 mAh, capace di trasformare l’autonomia in uno dei principali punti di forza del telefono. Non è quindi un modello pensato esclusivamente per chi cerca il miglior rapporto qualità/prezzo: il suo obiettivo è convincere anche chi vuole un telefono completo senza arrivare ai prezzi più elevati dei concorrenti Ultra.
La prima sorpresa arriva dalla costruzione. Il POCO F9 Ultra utilizza una struttura solida in alluminio e abbina dimensioni importanti a un design che conserva alcuni tratti distintivi del marchio, soprattutto nella zona del modulo fotografico. Con 235 grammi di peso e uno spessore di 8,74 millimetri non è certamente un telefono leggero, ma la sensazione che restituisce quando lo si tiene in mano è quella di un dispositivo costruito per competere nella fascia alta. A rafforzare questa impressione contribuisce anche il lettore di impronte ultrasonico integrato nello schermo, una soluzione generalmente associata a modelli più costosi.

La stessa filosofia si ritrova nel display. Il pannello AMOLED da 6,9 pollici offre una risoluzione di 2.608 × 1.200 pixel, un refresh rate fino a 185 Hz e valori di luminosità dichiarati estremamente elevati, fino a 10.000 nit di picco e 2.200 nit in modalità HBM. Supporta inoltre HDR10+ e Dolby Vision. Nell’uso quotidiano, la resa dei colori, la leggibilità all’aperto e la luminosità contribuiscono a creare un’esperienza visiva da dispositivo premium, rendendo particolarmente piacevoli sia la navigazione sia la visione di contenuti multimediali.
È davvero l’audio uno dei punti forti del POCO F9 Ultra?
Sì, ed è probabilmente uno degli aspetti meno scontati dell’intero smartphone. Il sistema stereo, sviluppato con Bose e affiancato da un subwoofer indipendente, arriva a una pressione sonora misurata di circa 88 dB e riesce a produrre bassi sorprendentemente presenti considerando le dimensioni ridotte di uno smartphone. L’esperienza non si limita quindi alla semplice potenza: il telefono riesce a mantenere una buona qualità complessiva e si comporta molto bene anche quando viene utilizzato come piccolo dispositivo multimediale portatile.
Il supporto a Dolby Atmos, insieme alla qualità dell’audio via Bluetooth e via cavo, completa un comparto che rappresenta uno dei motivi più convincenti per scegliere questo modello. Se l’obiettivo è guardare film, serie TV, video o ascoltare musica direttamente dallo smartphone, il F9 Ultra offre un’esperienza decisamente più curata di quella che ci si aspetterebbe da un dispositivo nato dalla tradizionale filosofia POCO.
Quanta potenza offre davvero lo Snapdragon 8 Elite Gen 5?
Qui il F9 Ultra torna alle origini del marchio. Il processore Snapdragon 8 Elite Gen 5 a 3 nm, con CPU a otto core fino a 4,6 GHz e GPU Adreno 840, porta lo smartphone in una fascia prestazionale senza compromessi. Nei videogiochi il dispositivo riesce a mantenere livelli elevatissimi di prestazioni anche utilizzando impostazioni grafiche impegnative, mentre il chip VisionBoost D8 contribuisce alla gestione della componente grafica.

C’è però un rovescio della medaglia evidente: il calore. Durante le prove di stress la temperatura ha superato i 50 °C, arrivando in alcuni casi a interrompere il test proprio a causa dell’aumento dei gradi. Il sistema non sembra applicare un throttling particolarmente aggressivo, consentendo quindi al processore di mantenere prestazioni elevate, ma il prezzo da pagare è una superficie che può diventare decisamente calda durante le sessioni più impegnative. È una caratteristica da considerare soprattutto per chi acquista il telefono pensando principalmente al gaming.
La batteria da 8.050 mAh cambia davvero l’esperienza quotidiana?
È probabilmente il secondo grande elemento distintivo del POCO F9 Ultra. La batteria da 8.050 mAh permette di utilizzare lo smartphone per più giornate senza vivere con l’ansia del caricabatterie, soprattutto negli scenari caratterizzati da navigazione, streaming e utilizzo misto. Nei test è stato possibile superare le 10 ore di schermo, mentre i consumi in standby rimangono contenuti.
La ricarica cablata arriva ufficialmente a 100 W, anche se durante le prove è stato raggiunto un picco di 79 W. Per una ricarica completa sono state necessarie circa 1 ora e 44 minuti. Il telefono supporta inoltre la ricarica wireless fino a 50 W e quella inversa, sia via cavo sia wireless. L’assenza dell’alimentatore dalla confezione, tuttavia, è un dettaglio da mettere nel conto quando si valuta il costo complessivo dell’acquisto.
La fotocamera è all’altezza del prezzo del POCO F9 Ultra?
È proprio nel comparto fotografico che emergono i compromessi più evidenti. La configurazione posteriore comprende una fotocamera principale da 200 MP con apertura f/1.68 e stabilizzazione ottica, un ultra-grandangolare da 50 MP e un teleobiettivo periscopico da 50 MP con focale equivalente a 120 mm e OIS. Sulla carta è una dotazione molto completa, ma i risultati non raggiungono sempre quelli dei migliori cameraphone della fascia alta.
La fotocamera principale si comporta bene con una buona illuminazione, offre un’adeguata gamma dinamica e generalmente conserva una resa cromatica convincente, anche se con una lieve tendenza verso tonalità più calde. Il dettaglio in primo piano è valido, mentre quello sullo sfondo può perdere qualcosa. L’ultra-grandangolare è funzionale ma meno convincente, soprattutto per la perdita di dettaglio e per una correzione della prospettiva non sempre impeccabile. Non è quindi una fotocamera scarsa, tutt’altro: è semplicemente il punto nel quale il F9 Ultra mostra più chiaramente la distanza dai migliori smartphone premium.

Il software è adeguato per uno smartphone che supera i mille euro?
Qui emerge una delle contraddizioni più interessanti del dispositivo. Il POCO F9 Ultra arriva con Android 16 e Xiaomi HyperOS 3, ma non con le versioni software più recenti indicate nel testo di partenza. Da una parte, è apprezzabile la riduzione del bloatware rispetto ad altri POCO; dall’altra, il prezzo ufficiale rende più difficile accettare la presenza di un’esperienza software che avrebbe potuto essere ancora più aggiornata e rifinita.
HyperOS rimane una personalizzazione piuttosto ricca, ma l’enorme potenza del dispositivo permette all’interfaccia di muoversi con grande fluidità. La componente di intelligenza artificiale comprende anche funzioni HyperAI, tra cui un interprete AI per le chiamate che si dimostra particolarmente interessante. Resta però il tema degli annunci e di una filosofia software che, secondo la valutazione complessiva, avrebbe bisogno di un’ulteriore maturazione per risultare pienamente coerente con un telefono dal prezzo premium.
Il POCO F9 Ultra conviene davvero?
La risposta dipende soprattutto dal prezzo a cui viene acquistato. Il listino ufficiale parte da 1.099,99 euro, mentre il prezzo indicato nella scheda scende a 829,99 euro. Ed è proprio questa differenza a cambiare radicalmente la prospettiva. A prezzo pieno, alcune rinunce — soprattutto sul fronte fotografico e software — diventano difficili da ignorare. Quando invece il costo scende, il POCO F9 Ultra diventa molto più interessante perché conserva una dotazione hardware estremamente competitiva.
Nel complesso, il F9 Ultra è il POCO più ambizioso della sua generazione e uno degli smartphone che meglio rappresentano l’evoluzione della filosofia originaria del marchio. Potenza, autonomia, display, audio e costruzione formano un insieme molto equilibrato, mentre le fotocamere e alcuni aspetti del software impediscono di considerarlo senza riserve il miglior smartphone della categoria. La sensazione finale, però, è positiva: POCO non vuole più soltanto offrire un’alternativa economica ai top di gamma, ma dimostrare di poter giocare la stessa partita. E quando il prezzo scende sotto la soglia psicologica dei mille euro, questa ambizione diventa molto più convincente.