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Hai perso PIN o PUK della CIE? Ecco come recuperarli e dire addio allo SPID

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CIE al posto dello SPID: come recuperare PIN e PUK se li hai persi

L’identità digitale italiana sta attraversando una fase di cambiamento e la Carta d’Identità Elettronica (CIE) assume un ruolo sempre più importante nell’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione. La questione è diventata ancora più attuale con l’introduzione, da parte di alcuni gestori, di un costo per il mantenimento dello SPID: Poste Italiane, per esempio, prevede dal secondo anno un corrispettivo annuale di 6 euro, mentre la CIE consente di utilizzare gratuitamente il sistema “Entra con CIE” sui servizi della Pubblica Amministrazione che lo hanno integrato. Non si tratta, però, di un’improvvisa abolizione dello SPID né della sua sostituzione obbligatoria con la CIE: le due identità digitali continuano a coesistere e la possibilità di utilizzare l’una o l’altra dipende dal servizio al quale si vuole accedere.

Per molti cittadini, quindi, la CIE può rappresentare un’alternativa concreta allo SPID, soprattutto per entrare nei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, come quelli dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate, quando il relativo portale supporta “Entra con CIE”. Il problema, però, emerge spesso nel momento meno opportuno: quando si prova a utilizzare la propria carta elettronica e ci si accorge di non ricordare più il PIN oppure di avere smarrito il PUK. I due codici non sono stampati sulla carta e possono essere stati conservati in documenti ricevuti al momento del rilascio, rendendo il loro recupero apparentemente più complicato di quanto sia in realtà. Il Ministero dell’Interno ha previsto procedure specifiche proprio per evitare che la perdita dei codici renda inutilizzabile l’identità digitale associata alla CIE.

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Hai perso il PUK? Con l’app CieID puoi avviare la procedura di recupero, se hai fornito un numero di cellulare o un’e-mail al momento della richiesta della CIE.

Perché PIN e PUK sono così importanti per utilizzare la CIE online?

PIN e PUK sono entrambi codici personali di 8 cifre, ma svolgono funzioni differenti. Il PIN è necessario per utilizzare la CIE con il livello di sicurezza più elevato e per alcune operazioni digitali; il PUK, invece, serve principalmente a sbloccare la carta e impostare un nuovo PIN quando quello precedente è stato dimenticato o la carta è stata bloccata dopo ripetuti tentativi errati. Il sistema funziona, sotto questo aspetto, in maniera simile a quello adottato per le SIM telefoniche: il PIN protegge l’accesso, mentre il PUK permette di recuperare la possibilità di utilizzare il PIN.

È importante anche sapere dove cercare i codici prima di procedere con un recupero. Le prime 4 cifre del PIN e del PUK vengono consegnate al momento della richiesta della CIE, all’interno della documentazione rilasciata dall’operatore comunale o consolare. Le ultime 4 cifre, invece, vengono successivamente inviate insieme alla lettera di accompagnamento della carta. Per ottenere i codici completi è quindi necessario unire le due metà. È proprio questa particolare modalità di consegna, spesso dimenticata dopo anni, a spiegare perché molti cittadini si ritrovino a non sapere più dove siano finiti PIN e PUK.

Come si recupera il PIN della Carta d’Identità Elettronica?

Se il PIN è stato semplicemente dimenticato, la situazione è relativamente semplice quando si dispone ancora del PUK. Non è infatti necessario recuperare il vecchio PIN: attraverso l’app CieID è possibile utilizzare la funzione “Sblocca carta”, inserire il PUK e procedere alla configurazione di un nuovo PIN. La stessa procedura può essere effettuata anche tramite il software CIE su computer. Il principio è importante perché il PIN non viene conservato in modo da poter essere semplicemente “mostrato” nuovamente: se non lo si ricorda, la strada prevista è quella di impostarne uno nuovo utilizzando il PUK.

Un’attenzione particolare deve essere prestata ai tentativi di autenticazione. Dopo 3 inserimenti consecutivi errati del PIN, la CIE viene bloccata per l’accesso ai servizi online. In quel caso il PUK diventa indispensabile per sbloccare la carta e creare un nuovo codice PIN. Per questo motivo è sconsigliabile procedere per tentativi quando non si è sicuri delle cifre da inserire: il sistema di sicurezza della CIE è progettato proprio per impedire che un codice possa essere indovinato attraverso numerosi tentativi.

Come recuperare il PUK se è stato smarrito?

Il recupero del PUK è oggi più semplice rispetto al passato e può essere effettuato direttamente attraverso CieID, senza dover necessariamente andare allo sportello comunale. È necessario avere uno smartphone compatibile con la tecnologia NFC, la CIE a disposizione e aver comunicato, al momento della richiesta della carta, un indirizzo e-mail oppure un numero di cellulare. Dall’app si deve selezionare la voce “Recupero PUK”, avvicinare la carta allo smartphone, inserire il numero di serie della CIE, riportato sulla carta, e fornire i recapiti comunicati al Comune o al Consolato durante la richiesta del documento.

La procedura non consente di visualizzare immediatamente il codice. Per ragioni di sicurezza, dopo l’invio della richiesta è necessario attendere 48 ore: trascorso questo periodo, il cittadino riceve tramite SMS o posta elettronica una comunicazione che permette di completare la procedura e visualizzare il PUK. Una volta recuperato, è opportuno conservarlo con particolare attenzione perché sarà necessario per impostare un nuovo PIN qualora venga nuovamente dimenticato.

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La Carta d’Identità Elettronica (CIE) può essere utilizzata per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione attraverso “Entra con CIE”.

Cosa fare se non è possibile recuperare il PUK tramite l’app CieID?

Non tutti i cittadini possono utilizzare automaticamente il recupero digitale. Se al momento della richiesta della CIE non erano stati comunicati un numero di cellulare o un indirizzo e-mail, oppure se quei recapiti non sono più disponibili, il Ministero dell’Interno prevede una soluzione alternativa: recarsi presso un qualsiasi Comune per aggiornare i propri contatti e, quando necessario, chiedere la ristampa dei codici PIN e PUK. La procedura, dunque, non lascia il cittadino senza possibilità di recuperare l’accesso alla propria identità digitale.

Esiste inoltre un’ulteriore precauzione da conoscere. Per utilizzare il recupero del PUK tramite smartphone è necessario che il dispositivo disponga di un blocco di sicurezza, come un codice di sblocco o un sistema di riconoscimento biometrico. Se questa protezione non è attiva, l’app non permette di completare la procedura di recupero. Anche in questo caso non si tratta di un errore del sistema, ma di una misura pensata per proteggere un codice particolarmente delicato.

La CIE può davvero sostituire lo SPID?

La risposta va precisata: la CIE non rende automaticamente inutile lo SPID, ma può svolgere la stessa funzione di identità digitale per numerosi servizi che supportano “Entra con CIE”. Il vantaggio è particolarmente evidente per chi vuole evitare il pagamento previsto da alcuni gestori SPID. Poste Italiane, ad esempio, indica oggi 6 euro all’anno dal secondo anno di attivazione per il proprio servizio PosteID abilitato a SPID, con specifiche condizioni di recesso e sospensione del servizio. La CIE, invece, permette l’accesso gratuito ai servizi della Pubblica Amministrazione che hanno aderito al sistema.

Per chi possiede già una CIE, quindi, vale la pena verificare e conservare con cura le proprie credenziali. L’app CieID permette di gestire l’identità digitale, utilizzare diversi livelli di autenticazione e, quando sono rispettati i requisiti previsti, recuperare il PUK senza recarsi fisicamente in Comune. La vera alternativa allo SPID, in questo scenario, non è soltanto la carta contenuta nel portafoglio, ma l’intero ecosistema digitale costruito attorno alla Carta d’Identità Elettronica, sempre più centrale nel rapporto tra cittadini e servizi pubblici digitali.