
Como, il regalo dei dirigenti ai tifosi più fedeli in Champions
L’esordio del Como in Champions League non sarà soltanto una prima volta storica sul campo. Per il club lariano, infatti, la sfida contro il Lipsia rappresenta anche un’occasione per ribadire un principio che negli ultimi anni è diventato parte integrante della propria identità: il rapporto con i tifosi e con la comunità che ha accompagnato la squadra attraverso le diverse epoche della sua storia.
In vista della partita, lo stadio Sinigaglia sarà completamente esaurito, ma le prescrizioni UEFA hanno imposto una riduzione della capienza di circa 1.500 posti, una limitazione che rende ancora più difficile soddisfare la richiesta di tutti coloro che avrebbero voluto assistere dal vivo a una serata destinata a entrare nella storia del club. Proprio da questa situazione è nata un’iniziativa particolare, pensata per trasformare alcuni posti normalmente riservati alla dirigenza in un’opportunità per i sostenitori più anziani e fedeli.
Perché il Como ha deciso di rinunciare ad alcuni posti in tribuna?
A rendere pubblica la decisione è stato il presidente Mirwan Suwarso (nella foto in basso), attraverso i propri canali social. Il numero uno del Como ha spiegato che, davanti a uno stadio già sold out e a una disponibilità di biglietti inevitabilmente limitata dalla riduzione della capienza, alcuni dirigenti del club hanno scelto di fare un passo indietro. La decisione non nasce quindi dalla necessità di trovare una soluzione organizzativa, ma dalla volontà di attribuire un significato particolare a quei posti: permettere a chi ha seguito il Como per gran parte della propria vita di vivere direttamente un appuntamento che, per il club, assume un valore storico.
Il gesto assume un peso ancora maggiore proprio perché arriva in occasione della prima partecipazione del Como alla Champions League. Una competizione di questo livello porta inevitabilmente con sé un’enorme attenzione, ma per una società la cui storia è stata costruita anche attraverso momenti molto lontani dai riflettori internazionali, la presenza dei tifosi di lunga data rappresenta un elemento identitario difficile da separare dal significato stesso della partita. La dirigenza ha così scelto di collegare idealmente il passato del club al suo presente, mettendo a disposizione alcuni dei propri posti per coloro che hanno continuato a seguire la squadra indipendentemente dalla categoria.

Chi potrà ricevere uno dei posti messi a disposizione dalla dirigenza?
La scelta del Como è estremamente precisa: i posti saranno destinati ai sostenitori nati nel 1950 o prima, persone che abbiano accompagnato la squadra attraverso le diverse categorie e le differenti fasi della sua storia. Non si tratta, dunque, di una semplice iniziativa promozionale legata alla Champions League, ma di un riconoscimento simbolico rivolto a una generazione di tifosi che ha vissuto il Como in epoche profondamente diverse tra loro.
Il riferimento all’età non è casuale. Un tifoso nato nel 1950 o prima può aver attraversato decenni di storia calcistica seguendo la propria squadra in condizioni molto differenti rispetto a quelle attuali. Per questo il club ha scelto di privilegiare proprio la continuità della passione, valorizzando chi ha mantenuto il legame con il Como anche nei periodi in cui la società non occupava le posizioni di maggiore visibilità del calcio italiano. È un modo per ricordare che una storia sportiva non viene costruita soltanto dalle grandi serate, ma anche dalla fedeltà quotidiana di chi continua a esserci quando l’attenzione generale è molto più bassa.
Come saranno individuati i tifosi che riceveranno i biglietti?
Il presidente Suwarso ha rivolto direttamente un appello alla comunità dei sostenitori del Como. Chi conosce un tifoso di lunga data, nato nel 1950 o prima, che secondo il club meriti di essere presente al Sinigaglia nella serata della Champions League, può segnalarlo all’indirizzo Community@comofootball.com. L’obiettivo è quindi coinvolgere gli stessi tifosi nella scelta dei destinatari, lasciando che siano le persone che conoscono meglio la storia della comunità lariana a indicare chi rappresenta maggiormente quel legame con il club.
La formula scelta è significativa anche sotto il profilo comunicativo. Invece di presentare l’iniziativa come una semplice assegnazione di biglietti, il Como ha trasformato la ricerca dei destinatari in una sorta di riconoscimento collettivo della memoria sportiva. Saranno infatti gli stessi sostenitori a poter segnalare una persona che, per età e percorso, abbia attraversato una parte consistente della storia della società. In questo senso, il biglietto diventa qualcosa di più di un accesso allo stadio: assume il valore di un riconoscimento alla fedeltà.

Perché il gesto assume un significato particolare proprio in Champions League?
Il contesto rende l’iniziativa ancora più significativa. Una partita di Champions League è per definizione un appuntamento esclusivo, ma nel caso del Como la dimensione storica dell’evento si intreccia con quella personale di migliaia di tifosi che hanno seguito la squadra per decenni. Il problema della capienza ridotta, determinato dalle prescrizioni UEFA, ha inevitabilmente lasciato fuori una parte della domanda, rendendo ogni posto ancora più prezioso.
La scelta della dirigenza introduce così una prospettiva diversa: invece di considerare quei posti come una prerogativa riservata ai vertici societari, alcuni dirigenti hanno deciso di rinunciarvi affinché potessero essere occupati da tifosi che hanno contribuito, con la loro presenza nel tempo, a costruire il senso di appartenenza intorno al Como. È un gesto semplice nella sua esecuzione, ma capace di comunicare un messaggio preciso: la storia di un club appartiene anche a chi l’ha accompagnata prima che arrivassero le grandi ribalte internazionali.
Cosa racconta questa iniziativa dell’identità del Como?
Al di là del singolo biglietto, l’iniziativa mette in evidenza una concezione della tifoseria come parte della storia societaria e non soltanto come pubblico chiamato ad assistere alle partite. Il riferimento esplicito ai sostenitori che hanno seguito il Como “in ogni categoria e in ogni epoca” concentra proprio questo concetto: il valore della fedeltà non dipende dalla categoria, dai risultati o dalla visibilità del momento, ma dalla continuità del rapporto con la squadra.
È anche per questo che la decisione arriva in una serata così particolare. Il Como si prepara a vivere una delle partite più importanti della propria storia, con un Sinigaglia tutto esaurito e una capienza ridotta di circa 1.500 posti, ma la società ha scelto di non guardare soltanto al futuro. Ha deciso di lasciare spazio anche alla propria memoria, individuando nei tifosi più anziani i testimoni di un percorso che precede di molto l’arrivo della Champions League. In una competizione costruita intorno alle grandi sfide europee, il club lariano ha così scelto di dedicare una parte di quella serata a chi, molto prima dei riflettori internazionali, aveva già scelto di esserci.