
Facebook introduce “Il tuo algoritmo”: come scegliere i contenuti da vedere nel Feed e nei Reels
Facebook sta introducendo una nuova funzione che permette agli utenti di influenzare direttamente le raccomandazioni dell’algoritmo, indicando con parole proprie quali argomenti desiderano trovare più spesso nel Feed e nei Reels e quali, invece, preferiscono vedere meno. La novità si chiama “Il tuo algoritmo” (Your Algorithm) e punta a rendere la personalizzazione dei contenuti meno dipendente dalle abitudini di navigazione e più vicina alle preferenze espresse consapevolmente da ciascuna persona.
Che cos’è “Il tuo algoritmo” di Facebook e come funziona?
La nuova funzione nasce con un obiettivo preciso: offrire agli utenti un maggiore controllo sui contenuti suggeriti dalla piattaforma, senza costringerli a lasciare che sia soltanto il sistema a interpretare i loro interessi. Fino a oggi, infatti, le raccomandazioni di Facebook si sono basate soprattutto sull’analisi dei comportamenti, come i “Mi piace”, i commenti, le condivisioni e il tempo trascorso a guardare un video. Questi segnali permettono al sistema di formulare ipotesi su ciò che potrebbe attirare l’attenzione di una persona, ma non sempre raccontano le sue preferenze reali: soffermarsi su un contenuto, per esempio, non significa necessariamente desiderarne altri simili.
Con “Il tuo algoritmo”, Meta introduce un canale di comunicazione più diretto tra utente e sistema di raccomandazione. Invece di limitarsi a reagire alle singole pubblicazioni, diventa possibile spiegare in linguaggio naturale quali argomenti si vorrebbero incontrare più frequentemente e quali, al contrario, si preferirebbe ridurre. Chi è appassionato di tecnologia può chiedere di vedere più video dedicati all’assemblaggio dei computer e meno contenuti sul gossip delle celebrità, senza dover attendere che la piattaforma ricavi autonomamente queste preferenze dalle interazioni quotidiane.
La differenza è importante perché trasforma la personalizzazione da un processo prevalentemente basato sull’osservazione a uno che può includere anche indicazioni esplicite sulle intenzioni dell’utente. Il sistema continua a selezionare e ordinare le pubblicazioni, ma riceve informazioni aggiuntive per affinare le proprie decisioni.

Come si attiva la nuova funzione e dove si trova nelle impostazioni?
Per accedere a “Il tuo algoritmo”, occorre aprire il menu con i tre puntini associato a una pubblicazione nel Feed o nella sezione Reels. Da quel menu è possibile raggiungere lo spazio dedicato alla gestione delle preferenze, nel quale aggiungere o modificare gli argomenti che si desidera incontrare nelle raccomandazioni.
Nello stesso menu restano disponibili le opzioni tradizionali “Mi interessa” e “Non mi interessa”, utili per comunicare una preferenza relativa a un singolo contenuto. La nuova funzione amplia questa possibilità: anziché intervenire soltanto sulla pubblicazione appena visualizzata, l’utente può descrivere un orientamento più generale rispetto ai temi che vorrebbe trovare nel proprio flusso di contenuti.
La distinzione è particolarmente utile quando si desidera correggere una tendenza ricorrente. Se il Feed propone troppo spesso video di un determinato genere, per esempio, una richiesta formulata in modo chiaro può aiutare a spiegare quale cambiamento si vorrebbe ottenere. Secondo Meta, la funzione può anche porre domande di approfondimento per comprendere meglio le ragioni di una preferenza, consentendo all’utente di precisare la propria richiesta. La disponibilità dell’opzione, tuttavia, può variare durante la distribuzione progressiva della novità: non tutti gli account potrebbero visualizzarla contemporaneamente.
In che modo l’intelligenza artificiale interpreta le preferenze degli utenti?
Alla base della funzione ci sono i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), sistemi di intelligenza artificiale progettati per interpretare il linguaggio naturale e individuare il significato delle richieste. Meta li utilizza per aiutare i propri sistemi di classificazione a comprendere il contesto delle indicazioni ricevute, andando oltre la semplice registrazione di un clic o di una reazione.
Il passaggio è significativo perché il linguaggio umano permette di esprimere preferenze articolate, che non sempre possono essere dedotte in maniera affidabile dai comportamenti digitali. Un utente potrebbe, per esempio, essere interessato alle notizie scientifiche ma non ai contenuti sensazionalistici che utilizzano argomenti scientifici per attirare visualizzazioni. Una richiesta scritta può distinguere queste due esigenze con maggiore precisione rispetto a un semplice segnale di gradimento.
Ciò non significa, però, che l’intelligenza artificiale comprenda perfettamente ogni sfumatura o che una singola istruzione garantisca un risultato identico a quello immaginato dall’utente. L’interpretazione della richiesta è soltanto una parte del processo: successivamente, la piattaforma deve tradurla in criteri utili a selezionare e ordinare una grande quantità di contenuti disponibili. La qualità delle raccomandazioni dipenderà quindi anche dalla capacità del sistema di combinare le indicazioni esplicite con gli altri segnali raccolti durante l’utilizzo.
Le modifiche alle preferenze diventano effettive subito?
Secondo quanto comunicato da Meta, le modifiche apportate attraverso “Il tuo algoritmo” possono riflettersi sulle raccomandazioni già durante la stessa sessione di utilizzo, senza dover attendere necessariamente un aggiornamento successivo del sistema. L’obiettivo è rendere più immediato il rapporto tra la preferenza dichiarata e i contenuti suggeriti nel Feed e nei Reels.
È importante, tuttavia, distinguere tra un cambiamento delle raccomandazioni e un controllo completo di ciò che appare sulla piattaforma. Facebook continuerà a utilizzare i propri sistemi automatici per valutare e classificare le pubblicazioni, combinando le istruzioni degli utenti con segnali come le interazioni precedenti e il tempo di visualizzazione. La nuova funzione, pertanto, non elimina l’algoritmo e non garantisce che ogni contenuto mostrato corrisponda esattamente alle preferenze dichiarate: offre piuttosto un ulteriore strumento per orientarne il funzionamento.

Perché Meta sta dando agli utenti più controllo sui contenuti suggeriti?
Il lancio su Facebook si inserisce in una strategia più ampia con cui Meta sta sperimentando modalità di personalizzazione più esplicite nelle proprie piattaforme. La funzione era già stata introdotta su Instagram, inizialmente per i Reels nel dicembre 2025 e successivamente estesa al Feed e alla sezione Esplora nel giugno 2026. Anche Threads dispone di un meccanismo analogo, chiamato “Dear Algo”, che permette agli utenti di esprimere indicazioni sulle raccomandazioni ricevute.
Questa evoluzione riflette un cambiamento nel modo in cui le piattaforme social cercano di rendere pertinenti i contenuti proposti. I sistemi tradizionali hanno puntato soprattutto sulla capacità di prevedere gli interessi osservando le abitudini degli utenti; l’approccio più recente cerca invece di affiancare a queste previsioni un contributo diretto delle persone nella definizione delle proprie preferenze. Una logica che richiama, almeno in parte, quella dei servizi di streaming, dove le raccomandazioni vengono adattate sulla base della cronologia di visione e delle indicazioni fornite dagli abbonati.
Resta da capire quanto questa possibilità inciderà concretamente sull’esperienza quotidiana. La personalizzazione può rendere il Feed più pertinente, ma pone anche una questione di equilibrio: ricevere contenuti sempre più aderenti ai propri interessi può migliorare la navigazione, mentre restringere eccessivamente l’esposizione ad argomenti diversi rischia di ridurre la varietà delle informazioni incontrate. Per questo, la funzione non va considerata soltanto come uno strumento per eliminare i contenuti indesiderati, ma anche come un’occasione per riflettere sul tipo di esperienza informativa che si vuole costruire sui social.
Con “Il tuo algoritmo”, Facebook apre dunque un nuovo canale di interazione tra utenti e intelligenza artificiale. Il potere di scelta resta parziale, ma diventa più esplicito: non si tratta di decidere direttamente ogni pubblicazione da visualizzare, bensì di comunicare al sistema quali priorità dovrebbe considerare mentre organizza i contenuti. Il risultato dipenderà dalla capacità di Meta di tradurre queste indicazioni in raccomandazioni davvero più pertinenti e dalla possibilità degli utenti di modificare nel tempo le proprie preferenze, mantenendo un rapporto consapevole con ciò che vedono ogni giorno.