
Eclissi solare 12 agosto 2026: dove vederla meglio in Italia
Il 12 agosto 2026 il cielo europeo offrirà uno degli appuntamenti astronomici più interessanti dell’estate: un’eclissi di Sole che sarà totale lungo una fascia che attraverserà parte della Spagna, mentre dall’Italia sarà osservabile come eclissi parziale. Ma per gli appassionati italiani il fenomeno avrà comunque caratteristiche tutt’altro che ordinarie.
La copertura del disco solare aumenterà sensibilmente procedendo verso il Nord-Ovest, fino a superare il 90% in alcune località della Liguria, mentre scendendo verso il Centro e soprattutto verso il Mezzogiorno l’effetto della Luna sul Sole sarà progressivamente meno marcato. A rendere l’appuntamento ancora più particolare sarà però la sua collocazione temporale: l’eclissi si verificherà nelle ore del tramonto e, poche ore più tardi, il cielo sarà pronto ad accogliere il massimo dello sciame meteorico delle Perseidi, le celebri “stelle cadenti” associate alla tradizione della notte di San Lorenzo.
Dove sarà più spettacolare l’eclissi solare del 12 agosto?
Per chi resterà in Italia, la differenza geografica sarà determinante. Secondo i dati dell’UAI, la zona più favorevole sarà il Nord-Ovest, con la Liguria in una posizione particolarmente privilegiata. A Ventimiglia, per esempio, la Luna arriverà a coprire il 94,8% del diametro apparente del Sole, un valore eccezionalmente elevato per un’eclissi che dal nostro Paese rimarrà comunque parziale.
Anche altre aree del Nord e del Centro-Nord potranno assistere a un oscuramento molto significativo, mentre la percentuale diminuirà gradualmente verso le regioni meridionali. È proprio questa progressione a rendere interessante scegliere con attenzione il luogo di osservazione: non sarà sufficiente sapere che l’eclissi sarà visibile dall’Italia, perché la qualità dello spettacolo cambierà sensibilmente da una regione all’altra.
Il fenomeno avrà inoltre una componente scenografica difficile da ignorare. Il Sole sarà infatti molto basso sull’orizzonte quando l’eclissi raggiungerà il suo massimo, creando condizioni particolarmente suggestive per chi riuscirà a osservarla da una località con un orizzonte occidentale libero. A Ventimiglia, il massimo della copertura è previsto alle 20:23, quando il Sole si troverà appena a 1,6 gradi sopra l’orizzonte. È una configurazione che potrebbe trasformare un fenomeno astronomico già raro in un’immagine spettacolare, soprattutto lungo la costa, dove la sagoma del Sole oscurato dalla Luna potrà incontrare il profilo del mare.

A che ora si vedrà l’eclissi in Italia?
Gli orari cambieranno inevitabilmente in funzione della località, ma il fenomeno inizierà in Italia nella fascia serale, quando il Sole sarà già relativamente basso. A Ventimiglia l’eclissi inizierà alle 19:30, mentre a Roma il primo contatto è previsto alle 19:33 e il tramonto arriverà alle 20:13, proprio in corrispondenza del massimo oscuramento, pari al 79,4% del diametro solare.
A Palermo, invece, l’eclissi inizierà alle 19:38 e raggiungerà il massimo alle 19:59, con una copertura del 40,4%, prima che il Sole tramonti. I dati mostrano quindi quanto possa essere diversa l’esperienza di osservazione tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali il disco solare sarà ancora visibile quando l’occultazione raggiungerà livelli molto elevati, mentre più a Sud la finestra utile sarà più breve e la copertura meno pronunciata.
Questa particolare combinazione tra eclissi e tramonto sarà uno degli elementi più affascinanti dell’evento. Non si tratterà, infatti, della classica eclissi osservata con il Sole alto nel cielo, ma di un fenomeno che accompagnerà progressivamente la discesa della nostra stella verso l’orizzonte. Per fotografi e astrofili, la presenza di un paesaggio terrestre potrebbe aggiungere un elemento compositivo insolito, mentre per il pubblico sarà soprattutto un’occasione per osservare come la luce e l’aspetto del cielo cambino durante l’avvicinarsi del tramonto.
Come osservare l’eclissi senza rischiare danni alla vista?
L’aspetto più importante riguarda però la sicurezza. Il Sole non deve mai essere osservato direttamente a occhio nudo, nemmeno durante un’eclissi parziale e nemmeno per pochi istanti. La riduzione della luminosità provocata dalla Luna non rende infatti sicura l’osservazione diretta e può esporre gli occhi a radiazioni capaci di provocare danni permanenti. Per questo motivo occorre utilizzare esclusivamente filtri solari specifici per l’osservazione astronomica o occhiali certificati per eclissi; strumenti improvvisati, vetri oscurati, normali occhiali da sole o altri sistemi casalinghi non rappresentano una protezione adeguata.
Una soluzione particolarmente interessante sarà partecipare alle iniziative organizzate dalle associazioni astrofile. L’UAI segnala infatti numerosi appuntamenti pubblici nell’ambito delle Notti delle Stelle 2026, durante i quali gli esperti potranno mettere a disposizione del pubblico strumenti e dispositivi appropriati per seguire il fenomeno in sicurezza. Per chi non possiede già l’attrezzatura necessaria, affidarsi a un gruppo di astrofili può quindi essere il modo più semplice per trasformare l’eclissi in un’esperienza astronomica completa, senza improvvisazioni.
Perché il 12 agosto 2026 sarà una notte speciale anche per le Perseidi?
Il vero elemento distintivo dell’appuntamento arriverà però dopo il tramonto. Nella notte tra il 12 e il 13 agosto è infatti previsto il massimo dello sciame meteorico delle Perseidi, uno dei fenomeni più conosciuti e attesi dell’estate astronomica. La coincidenza con la fase di Luna nuova, che cade proprio il 12 agosto, renderà il cielo particolarmente favorevole all’osservazione delle meteore: l’assenza della luce lunare permetterà infatti di individuare anche quelle più deboli, soprattutto lontano dalle fonti di illuminazione artificiale. In condizioni ideali, l’attività dello sciame potrebbe raggiungere circa 100 meteore all’ora, anche se il numero realmente osservabile dipenderà dalle condizioni del cielo, dall’inquinamento luminoso e dalla posizione dell’osservatore.

Le Perseidi sono generate dai detriti lasciati lungo la propria orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Ogni anno, quando la Terra attraversa questa regione dello spazio, minuscole particelle entrano nell’atmosfera a velocità elevatissime e producono le scie luminose che nella tradizione popolare sono diventate le “stelle cadenti”. Il massimo del 2026 arriva quindi in una circostanza particolarmente favorevole: dopo aver osservato il Sole oscurato dalla Luna sul finire della giornata, sarà possibile attendere il buio e rivolgere lo sguardo al cielo alla ricerca delle meteore.
Qual è il luogo migliore per osservare le stelle cadenti?
Per le Perseidi la logica sarà diversa rispetto all’eclissi. Mentre per il Sole sarà fondamentale avere un orizzonte occidentale libero e trovarsi in una zona dove la copertura sarà maggiore, per le meteore la priorità sarà allontanarsi il più possibile dall’inquinamento luminoso. Campagna, spiagge lontane dai centri abitati, aree collinari e montagne possono offrire condizioni decisamente migliori rispetto alle città. Anche una località scelta per osservare l’eclissi potrebbe quindi diventare il punto di partenza per una lunga notte sotto le stelle, purché il cielo sia sufficientemente buio e libero da nuvole.
Il 12 agosto 2026 si presenta così come una rara successione di fenomeni celesti: prima la Luna che oscura gran parte del Sole mentre quest’ultimo tramonta, poi il buio della notte e il ritorno delle Perseidi nel momento più favorevole dell’anno. Non è necessario essere astronomi per apprezzarla, ma sarà necessario scegliere con attenzione il luogo, controllare le condizioni meteorologiche e soprattutto rispettare le regole di sicurezza per l’osservazione solare. Se il cielo sarà sereno, l’estate del 2026 potrebbe lasciare negli osservatori italiani un ricordo difficile da replicare: un tramonto con il Sole parzialmente eclissato seguito da una notte quasi priva di Luna, ideale per cercare le stelle cadenti.