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NASA, la navetta LINK fuori controllo mette a rischio il telescopio Swift

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🚀 La missione della NASA per salvare il telescopio Swift entra in una fase critica: la navetta LINK perde il controllo mentre tenta il recupero. Cosa è successo, quali sono i rischi e perché questa missione potrebbe cambiare il futuro dello spazio.

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La missione NASA per salvare il telescopio Swift si complica: la navetta LINK perde il controllo mentre tenta il recupero

La missione che avrebbe dovuto rappresentare una svolta nelle operazioni di manutenzione orbitale rischia improvvisamente di trasformarsi in un caso emblematico delle difficoltà tecniche che accompagnano la nuova economia spaziale.

La NASA, insieme alla società privata Katalyst Space Technologies, sta infatti affrontando un imprevisto che potrebbe compromettere il tentativo di prolungare la vita del telescopio spaziale Neil Gehrels Swift, uno degli osservatori scientifici più importanti degli ultimi vent’anni.

La navetta LINK, progettata per raggiungere il satellite, agganciarlo e trasferirlo su un’orbita più elevata, ha iniziato a ruotare in maniera incontrollata su più assi, perdendo la stabilità necessaria per completare una delle manovre più delicate mai tentate su un veicolo spaziale già operativo.

L’incidente non decreta automaticamente il fallimento della missione, ma introduce una variabile critica in un’operazione già estremamente complessa. Gli ingegneri continuano a lavorare senza sosta per recuperare il controllo del veicolo, consapevoli che ogni giorno trascorso aumenta la pressione su una missione destinata a diventare un banco di prova per il futuro della manutenzione dei satelliti in orbita terrestre.

Perché la missione LINK è così importante per il futuro dell’esplorazione spaziale?

Lanciata il 3 luglio 2026, la navetta privata LINK non trasporta strumenti scientifici destinati all’esplorazione dello spazio profondo, bensì una tecnologia pensata per affrontare una sfida sempre più attuale: prolungare la vita dei satelliti già presenti in orbita, evitando costose sostituzioni e riducendo la quantità di detriti spaziali.

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La navetta LINK durante la missione progettata per raggiungere il telescopio Neil Gehrels Swift e riportarlo su un’orbita più sicura, in una delle operazioni di manutenzione spaziale più complesse mai tentate.

L’obiettivo della missione consiste nel raggiungere il Neil Gehrels Swift Observatory, effettuare un’ispezione ravvicinata, utilizzare un braccio robotico per agganciare il telescopio e successivamente innalzarne l’orbita di circa 240 chilometri. Si tratta di un’operazione mai realizzata prima con queste modalità su un osservatorio scientifico di tale importanza.

All’inizio di luglio, Swift orbitava a circa 360 chilometri dalla superficie terrestre, una quota ormai insufficiente per garantire una lunga permanenza nello spazio. L’attrito con gli strati più esterni dell’atmosfera continua infatti a rallentare progressivamente il satellite, provocandone una lenta ma costante perdita di altitudine.

Che cosa è accaduto alla navetta LINK durante la missione?

Le difficoltà sono emerse nel corso dell’ultimo fine settimana, quando il sistema di controllo dell’assetto ha iniziato a manifestare gravi anomalie. La navetta Link ha perso la capacità di mantenere un orientamento stabile, iniziando una rotazione incontrollata su più assi, accompagnata da comunicazioni intermittenti con il centro di controllo.

Le prime analisi tecniche indicano che due delle tre ruote di reazione installate sul veicolo non risultano più operative. Questi dispositivi rappresentano uno degli elementi fondamentali per orientare con precisione un satellite nello spazio senza consumare carburante. Parallelamente, anche il sistema basato su propulsori a gas freddo avrebbe subito una significativa riduzione delle proprie capacità operative.

Una simile combinazione di guasti rende estremamente difficile stabilizzare il veicolo e impedisce, almeno per il momento, qualsiasi tentativo di avvicinamento al telescopio Swift, operazione che richiede un controllo dell’assetto praticamente perfetto.

La missione è davvero destinata al fallimento?

Nonostante la gravità della situazione, gli esperti invitano alla prudenza prima di parlare di missione perduta. Katalyst Space Technologies ha infatti confermato che numerosi sistemi fondamentali continuano a funzionare correttamente.

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Il telescopio Swift continua a orbitare attorno alla Terra mentre la NASA e Katalyst Space Technologies lavorano per recuperare il controllo della navetta LINK e salvare la missione.

Rimangono pienamente operativi la propulsione elettrica, il braccio robotico, i sensori dedicati alle operazioni di rendez-vous, i sistemi di alimentazione elettrica e le comunicazioni nelle bande S e L. Proprio questi elementi consentono agli ingegneri di tentare una strategia alternativa per recuperare il controllo della navetta.

Il piano prevede l’utilizzo dei propulsori elettrici orientabili per ridurre gradualmente la velocità della rotazione, riportando LINK in una configurazione sufficientemente stabile. Successivamente sarà necessario aggiornare il software di controllo e modificare gli algoritmi di gestione dell’assetto affinché possano operare efficacemente anche con un numero ridotto di attuatori disponibili.

L’azienda ha spiegato di aver già iniziato la sequenza di accensioni prevista e che i primi risultati osservati sembrano essere coerenti con le simulazioni effettuate, anche se serviranno ulteriori verifiche prima di poter dichiarare superata l’emergenza.

Perché il telescopio Swift rischia di precipitare verso la Terra?

Il Neil Gehrels Swift Observatory rappresenta una delle missioni scientifiche più longeve e produttive della NASA. Lanciato il 20 novembre 2004, il telescopio è stato progettato per osservare i lampi di raggi gamma, tra gli eventi più energetici dell’intero universo, ma nel corso della sua carriera ha contribuito anche allo studio di buchi neri, stelle di neutroni, supernove e numerosi altri fenomeni cosmici attraverso osservazioni nella luce visibile, nell’ultravioletto, nei raggi X e nei raggi gamma.

Dopo oltre 20 anni di attività, tuttavia, il principale nemico del satellite non è rappresentato dall’usura degli strumenti scientifici, bensì dalla fisica orbitale. L’attrito con le parti più esterne dell’atmosfera terrestre continua infatti a rallentare progressivamente il veicolo, causando una costante perdita di quota.

Il fenomeno è stato ulteriormente accentuato dall’intensa attività registrata durante il massimo solare del 2024, che ha provocato un’espansione degli strati superiori dell’atmosfera terrestre, aumentando la resistenza incontrata dai satelliti in orbita bassa.

Secondo le valutazioni elaborate dalla NASA, già all’inizio del 2025 esisteva la possibilità che Swift rientrasse nell’atmosfera nel corso dell’estate 2026. Le stime più recenti hanno poi elevato fino al 90% la probabilità che il rientro avvenga prima del 2027, rendendo indispensabile un intervento correttivo.

Che cosa succederà se LINK riuscirà a recuperare il controllo?

Anche nell’ipotesi in cui la navetta venga completamente stabilizzata, la parte più delicata della missione dovrà ancora iniziare. LINK dovrà infatti raggiungere il telescopio, effettuare una dettagliata ispezione visiva, verificare l’integrità dei punti di aggancio dopo oltre due decenni trascorsi nello spazio e soltanto successivamente procedere con l’utilizzo del sistema robotico.

L’innalzamento dell’orbita rappresenterà il passaggio conclusivo di un’operazione che potrebbe prolungare significativamente la vita scientifica del telescopio Swift, consentendogli di continuare a raccogliere dati preziosi senza dover costruire un nuovo osservatorio. Al tempo stesso, il successo della missione costituirebbe una dimostrazione concreta della possibilità di riparare, recuperare e mantenere operativi i satelliti direttamente nello spazio, una capacità destinata ad assumere un ruolo sempre più strategico nell’era della crescente congestione delle orbite terrestri.