
Torino-Como, granata a caccia del poker: i numeri della sfida
Il Torino cerca la quarta vittoria consecutiva in campionato, mentre il Como arriva a Torino con numeri che raccontano una stagione di grande continuità e una capacità offensiva in crescita. Torino-Como, partita valida per la 9ª giornata della Serie A 2026/27, è in programma martedì 27 ottobre alle ore 20:45 allo stadio Olimpico Grande Torino. I granata vogliono prolungare una striscia positiva che manca da oltre undici anni, mentre la squadra allenata da Cesc Fà bregas punta a confermare un rendimento esterno che, nel corso del 2026, l’ha portata a distinguersi anche nel confronto con le principali formazioni europee.
La sfida mette di fronte due squadre in crescita, ma con caratteristiche differenti: il Torino ha ritrovato continuità nei risultati e cerca di trasformarla in un salto di qualità in classifica; il Como, invece, può contare su una produzione offensiva significativa e su una particolare efficacia lontano dal proprio stadio. I dati delle prime otto giornate suggeriscono una partita nella quale la gestione del possesso, la capacità di attaccare gli spazi e la concretezza sotto porta potrebbero incidere in maniera determinante.
Quali sono le probabili formazioni di Torino-Como?
Il Torino dovrebbe presentarsi con il 3-4-2-1, un sistema che permette di proteggere la linea difensiva con tre centrali e di sfruttare l’ampiezza attraverso gli esterni. Perri è atteso tra i pali, con Comuzzo, Ismajli e Coco a comporre il reparto arretrato. Belghali e Cacciamani dovrebbero presidiare le corsie laterali, mentre Gineitis e Fitz-Jim sono indicati per la zona centrale del campo. Alle spalle di Simeone, riferimento offensivo principale, dovrebbero agire Vlasic e Adams C., incaricati di collegare centrocampo e attacco e di trovare gli spazi necessari per mettere in difficoltà la difesa lariana.
Il Como di Cesc Fà bregas dovrebbe rispondere con un 4-2-3-1, struttura che favorisce il palleggio e la costruzione attraverso combinazioni ravvicinate. Butez è il candidato per la porta, protetto da Couto, Kempf, Ramon e Valle. Perrone e Milla dovrebbero formare la coppia di centrocampo, con Addai, Paz N. e Baturina sulla linea dei trequartisti alle spalle di Douvikas. L’obiettivo sarà alimentare il movimento degli uomini offensivi attraverso il possesso e le accelerazioni negli ultimi trenta metri, una soluzione coerente con i numeri prodotti dalla squadra nelle prime giornate.
Per quanto riguarda la disponibilità dei giocatori, non risultano squalificati tra i nomi indicati per entrambe le formazioni. Il Torino deve fare i conti con le indisponibilità di Ilkhan, Fortini, Mandragora e Rodriguez R.; nel Como sono segnalati Rodriguez Je., Diao, Chalobah T., Liberali e Kean. Le formazioni restano comunque indicative e potranno essere confermate soltanto in prossimità del calcio d’inizio.
Dove vedere Torino-Como in TV e streaming?
La partita Torino-Como sarà trasmessa in diretta su DAZN e Sky, con collegamento previsto dalle ore 20:30 di martedì 27 ottobre, in vista del fischio d’inizio delle 20:45. Gli appassionati potranno seguire l’incontro attraverso le rispettive piattaforme, verificando la programmazione dei canali e le modalità di accesso previste dal proprio abbonamento.
Perché il Como arriva a Torino con un rendimento storico?
Il dato che definisce meglio l’avvio di stagione dei lariani è rappresentato dai 17 punti conquistati nelle prime otto giornate, un record per il club in questa fase di un singolo campionato di Serie A. Anche la produzione offensiva conferma la solidità del percorso: il Como ha realizzato 14 gol nelle prime otto partite, eguagliando il proprio miglior risultato storico per questo segmento di stagione, già raggiunto nel 1950/51. Il riferimento successivo è ancora più significativo: dopo nove incontri, il primato di reti del club è di 16, stabilito nella stessa stagione del dopoguerra.
Questi numeri descrivono una squadra capace di costruire occasioni con regolarità e di distribuire le responsabilità offensive tra più interpreti. La crescita del Como non si misura soltanto attraverso i risultati, ma anche nella continuità con cui riesce a sviluppare il proprio gioco. Contro il Torino, questa qualità sarà sottoposta a una prova particolare: i granata hanno trovato una maggiore stabilità nei risultati e proveranno a impedire agli avversari di prendere il controllo della partita attraverso il palleggio.
Quanto pesa il precedente tra Torino e Como?
Gli ultimi confronti diretti raccontano una tendenza favorevole alla formazione lombarda. Il Como ha vinto quattro delle ultime cinque partite di Serie A contro il Torino, perdendone una, e ha conquistato tutti gli ultimi tre incontri disputati contro i granata. Si tratta di un bilancio rilevante se confrontato con quello dei precedenti più lontani: nelle prime 25 sfide contro il Torino nella massima serie, infatti, il Como aveva ottenuto appena tre vittorie, nove pareggi e 13 sconfitte.
Particolarmente indicativo è il risultato dell’ultima trasferta torinese, terminata 1-5 nel novembre 2025. Una vittoria di queste proporzioni colloca il Como in un gruppo ristretto di squadre capaci di segnare più di quattro gol in trasferta contro il Torino nell’era dei tre punti a vittoria, iniziata nel 1994/95. Prima dei lariani, in questo particolare elenco figurano il Napoli, vittorioso per 3-5 nel marzo 2013 e per 0-5 nel maggio 2017, l’Atalanta, che si impose 0-7 nel gennaio 2020, e il Milan, autore di un altro 0-7 nel maggio 2021.
Il precedente più recente non garantisce che la storia si ripeta, ma contribuisce a definire il contesto psicologico della sfida. Il Torino dovrà evitare che il ricordo delle ultime partite alimenti insicurezze, mentre il Como potrà affrontare l’impegno con la consapevolezza di aver già dimostrato di poter trovare soluzioni efficaci contro questo avversario.
Il Torino può conquistare la quarta vittoria consecutiva?
La squadra granata arriva all’appuntamento dopo tre successi consecutivi in campionato, una serie che offre l’opportunità di consolidare il percorso intrapreso e di avvicinarsi a un traguardo che manca da molto tempo. Per trovare quattro vittorie consecutive in Serie A bisogna tornare al periodo compreso tra gennaio e febbraio 2015, quando il Torino era guidato da Giampiero Ventura.
Anche la classifica restituisce indicazioni positive. I 13 punti raccolti nelle prime otto giornate rappresentano il miglior bottino granata in questa fase del campionato dal 2017/18, stagione nella quale il club aveva raggiunto lo stesso punteggio. Un successo contro il Como porterebbe la squadra a quota 16 punti dopo nove partite, miglior risultato del Torino in questo segmento di campionato nell’era dei tre punti a vittoria.
La sfida, tuttavia, richiede una gestione attenta dei momenti della partita. Il Como dispone di una struttura di gioco che può mettere sotto pressione gli avversari attraverso il possesso prolungato, mentre il Torino dovrà combinare aggressività e disciplina, evitando di concedere spazi alle spalle della linea difensiva. La capacità di trasformare il buon momento in un risultato concreto dipenderà anche dalla precisione negli ultimi metri.
Quale differenza emerge nei dati offensivi delle due squadre?
Uno degli indicatori più interessanti riguarda le sequenze di possesso che si concludono con una conclusione o con un tocco nell’area avversaria dopo almeno dieci passaggi. Il Como guida la Serie A con 43 sequenze di questo tipo, oltre tre volte il dato del Torino, fermo a 13. La differenza suggerisce una maggiore frequenza dei lariani nel costruire azioni elaborate e nel raggiungere le zone pericolose attraverso una circolazione articolata del pallone.
Eppure, il dato successivo ridimensiona almeno in parte la distanza: entrambe le squadre hanno segnato due gol dopo sequenze di almeno dieci passaggi. Il Como costruisce dunque più spesso attraverso questo meccanismo, ma il Torino ha mostrato di poter ottenere un rendimento realizzativo equivalente anche con un numero inferiore di azioni di questo tipo. Per i granata potrebbe essere decisivo alternare il gioco organizzato a ripartenze rapide, evitando di adattarsi passivamente al ritmo imposto dagli avversari.
Un’altra statistica riguarda le conclusioni dalla distanza. Il Torino ha segnato quattro gol da fuori area in campionato, un totale inferiore soltanto alle cinque reti della Fiorentina. Soltanto una di queste marcature è arrivata nelle partite casalinghe del torneo in corso, ma si tratta proprio della più recente, realizzata da Rafik Belghali contro il Monza. La capacità di trovare la porta anche dalla distanza potrebbe diventare una risorsa preziosa se il Como riuscisse a proteggere efficacemente l’area e a limitare gli inserimenti avversari.
Perché Rafik Belghali e Tasos Douvikas possono essere decisivi?
Tra i giocatori da osservare c’è Rafik Belghali, il cui contributo offensivo ha assunto un peso crescente. Dal suo primo gol in Serie A, datato 29 novembre 2025, il giocatore ha collezionato tre reti e tre assist. Nello stesso periodo, soltanto altri tre difensori hanno raggiunto almeno tre gol e tre assist nel massimo campionato: Federico Dimarco, con cinque reti e 14 assist, Gianluca Mancini, con quattro gol e tre assist, e Davide Zappacosta, con tre gol e tre assist. Un rendimento che conferma l’importanza degli esterni nella produzione offensiva granata.
Sul fronte opposto, i riflettori sono puntati su Tasos Douvikas, reduce dalla doppietta contro il Sassuolo e dalla rete contro la Fiorentina. L’attaccante potrebbe andare a segno per la prima volta in tre partite consecutive di Serie A nella stessa stagione. Per ritrovare una serie personale di tre gare consecutive con almeno un gol in campionato bisogna risalire a maggio e giugno 2023, quando vestiva la maglia dell’Utrecht e riuscì a segnare in cinque incontri consecutivi in Eredivisie.
La sfida dell’Olimpico Grande Torino metterà quindi alla prova due percorsi differenti: la continuità ritrovata dai granata e la capacità del Como di trasformare il proprio gioco in risultati anche lontano da casa. I numeri suggeriscono un confronto equilibrato sul piano delle opportunità , ma con una differenza evidente nel volume di gioco offensivo costruito dai lariani. Sarà la capacità di convertire le occasioni, più ancora del possesso o delle statistiche pregresse, a determinare l’esito di una partita che può incidere sulle ambizioni di entrambe le squadre.