
Vicario alla Juventus, il cerchio si chiude: da Buffon e Zoff alla porta bianconera
La Juventus ha finalmente trovato il suo nuovo portiere. A pochi giorni dall’inizio del campionato 2026/27, il club bianconero ha rotto gli indugi e raggiunto l’intesa per Guglielmo Vicario, destinato a lasciare il Tottenham per tornare in Italia e assumere la responsabilità della porta juventina. Una scelta maturata dopo settimane nelle quali il calciomercato aveva proposto diversi nomi, senza però riuscire a individuare una soluzione capace di convincere pienamente la dirigenza.
Prima Suzuki, poi il ritorno di fiamma per Emiliano Martínez e infine la soluzione Vicario, un nome che in realtà non era mai scomparso dai radar della Juventus. Il trasferimento assume così un significato particolare: non soltanto l’arrivo di un portiere internazionale, ma il compimento di una storia che aveva iniziato a prendere forma già diversi anni fa.
Perché la Juventus ha scelto proprio Guglielmo Vicario?
La scelta di Vicario arriva al termine di una fase di mercato nella quale la Juventus ha valutato profili differenti per difendere i propri pali. Suzuki è stato progressivamente accantonato, mentre Emiliano Martínez, pur considerato un estremo difensore di altissimo livello, non ha rappresentato fino in fondo la soluzione ideale per una combinazione di costi e condizioni fisiche, considerando anche i problemi alla mano sinistra che potrebbero richiedere un intervento. La trattativa per il portiere argentino si è quindi raffreddata definitivamente, aprendo la strada all’affondo decisivo per Vicario.
Il portiere friulano, del resto, non era mai stato completamente escluso dai piani juventini. La frase pronunciata da Luciano Spalletti il primo agosto, quando aveva sottolineato la necessità di capire perché il Tottenham avesse deciso di lasciare Vicario fuori dai propri programmi, sembrava suggerire che l’ex Empoli non fosse inizialmente la prima scelta. Ma il mercato, soprattutto quando il calendario corre più velocemente delle trattative, cambia rapidamente gerarchie e prospettive. Le alternative si sono ridotte una dopo l’altra e la Juventus ha deciso di accelerare nella giornata di domenica, dopo l’ennesimo tentativo, rimasto senza esito, per il Dibu Martínez.

Quali sono i dettagli dell’accordo tra Juventus e Tottenham?
Il Tottenham ha inizialmente mostrato una preferenza per una formula con obbligo di riscatto, ma la forte volontà di Vicario di cambiare squadra e soprattutto di rientrare in Italia ha contribuito a modificare i termini dell’operazione. L’accordo prevede infatti un prestito con diritto di riscatto fissato intorno agli 8 milioni di euro, una soluzione che permette alla Juventus di inserire il giocatore immediatamente nella propria rosa e, allo stesso tempo, di rimandare la decisione definitiva sull’acquisto.
Per Vicario si apre così un nuovo capitolo dopo l’esperienza inglese con il Tottenham, iniziata dopo la straordinaria crescita vissuta in Italia. Il portiere è atteso a Torino nelle prossime ore per sostenere le visite mediche e completare gli ultimi passaggi burocratici, prima della firma sul nuovo contratto che dovrebbe legarlo alla Juventus fino al 2030. La tempistica è particolarmente significativa: Spalletti vorrebbe averlo a disposizione già per il primo appuntamento ufficiale della stagione, la trasferta di Frosinone che inaugurerà il campionato 2026/27 dei bianconeri.
Nel frattempo, Vicario dovrebbe essere presente sugli spalti dell’Allianz Stadium alle 18, in occasione dell’amichevole in famiglia tra Juventus e Next Gen. Un primo contatto simbolico con la sua nuova casa, prima di trasformare quella presenza sugli spalti in una possibile presenza tra i pali.
Da dove nasce il rapporto tra Vicario e la Juventus?
Quello tra Vicario e la Juventus non è un matrimonio nato improvvisamente durante questa sessione di mercato. L’interesse bianconero risale infatti alla stagione 2022/23, quando le prestazioni con l’Empoli avevano trasformato il portiere friulano in uno dei nomi più interessanti del calcio italiano. Le sue parate avevano attirato l’attenzione dei principali club della Serie A e anche gli osservatori juventini avevano iniziato a seguirne con particolare attenzione la crescita.
In quel periodo Vicario veniva accostato a diverse grandi società, ma quando gli veniva chiesto del possibile futuro lontano dall’Empoli preferiva mantenere un profilo prudente: «Penso solo all’Empoli» era stata, in sostanza, la risposta alle indiscrezioni. Dietro quella prudenza, tuttavia, emergeva già il profilo di un portiere destinato a confrontarsi con palcoscenici sempre più importanti.
Il percorso è poi proseguito in Premier League, dove Vicario ha avuto l’opportunità di misurarsi con un calcio differente e con una pressione internazionale ancora maggiore. Ora, dopo l’esperienza al Tottenham, arriva la sfida più particolare della sua carriera: indossare la maglia della Juventus, club che ha rappresentato per lui un riferimento fin dall’infanzia.
Quanto ha contato Buffon nella crescita di Vicario?
Per comprendere meglio il significato di questo trasferimento bisogna tornare a Udine e alla formazione calcistica di Vicario. Nato nel 1996, il portiere è cresciuto guardando l’Italia campione del mondo del 2006 e individuando in Gianluigi Buffon il modello assoluto del ruolo. Non si tratta soltanto dell’ammirazione di un giovane calciatore per il più celebre portiere italiano della sua generazione: Buffon è diventato per Vicario una vera e propria figura di riferimento professionale.
Un episodio racconta meglio di molti altri la profondità di questo legame. Nel 2017, dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali contro la Svezia, Vicario non riuscì a trattenere le lacrime. Quella partita segnò infatti la fine della carriera azzurra di Buffon, il giocatore che aveva rappresentato il suo principale modello. Nel corso degli anni Vicario ha ribadito più volte quanto quell’esempio abbia influenzato il suo modo di interpretare il ruolo.
La curiosità è che il destino gli ha poi concesso di conoscere Buffon da vicino durante l’esperienza con la Nazionale, quando l’ex portiere juventino ricopriva il ruolo di capodelegazione. Dal poster adolescenziale al rapporto professionale, il percorso è diventato reale. E adesso Vicario entra proprio nel club nel quale Buffon ha scritto alcune delle pagine più importanti della propria carriera.

Che cosa ha imparato Vicario da Emil Audero al Venezia?
Un’altra figura decisiva nella formazione del nuovo portiere juventino è stata Emil Audero, incontrato durante gli anni al Venezia. Audero era il titolare e proveniva proprio dal settore giovanile della Juventus. Per Vicario quell’esperienza rappresentò molto più di una semplice concorrenza interna: fu un’occasione per osservare da vicino metodi di lavoro e principi che appartenevano alla cultura bianconera.
Lo stesso Vicario ha raccontato di aver notato in Audero una preparazione particolare, riconducibile alla scuola juventina, sottolineando come dall’ambiente bianconero emergesse «un’etica dell’allenamento» che cercò di assimilare il più possibile. Un dettaglio apparentemente secondario, ma che oggi assume un valore quasi profetico: il portiere che aveva osservato da vicino un prodotto del vivaio juventino è ora pronto a difendere direttamente la porta della Juventus.
Perché il Friuli rende ancora più particolare l’arrivo di Vicario?
C’è infine un ultimo filo conduttore, geografico e simbolico, che lega Vicario alla storia della Juventus. Il nuovo portiere bianconero è nato a Udine, nel cuore del Friuli, una terra che per i tifosi juventini evoca inevitabilmente la figura di Dino Zoff, nato a Mariano del Friuli e diventato una delle più grandi leggende nella storia del club.
Zoff ha difeso la porta della Juventus per 479 partite in 11 stagioni, conquistando 9 trofei e costruendo un’eredità che ancora oggi appartiene all’immaginario bianconero. Vicario non può naturalmente essere accostato a una leggenda di quelle dimensioni sulla base di una semplice provenienza geografica, ma la coincidenza racconta bene quanto sia particolare il percorso che lo porta oggi a Torino.
Da Empoli a Londra, passando per Venezia e per la Nazionale, Vicario ha costruito la propria carriera senza scorciatoie. Ora arriva alla Juventus in un momento nel quale il club aveva bisogno di una certezza immediata e di un portiere ancora nel pieno della propria maturità sportiva. Buffon come modello, Audero come riferimento, Zoff come eredità simbolica del Friuli: tre fili diversi che finiscono per incontrarsi nella stessa porta. E proprio quella porta, da questa stagione, sarà affidata a Guglielmo Vicario.