
Nuovo Codice della strada, perché dalla 21ª auto può servire un ISEE superiore a 50.000 euro
Possedere numerose automobili non è, di per sé, una violazione. Il problema nasce quando i veicoli vengono intestati a persone che non ne sono i reali proprietari, con l’obiettivo di nascondere chi li utilizza effettivamente. È contro questo meccanismo che si inserisce la nuova misura descritta nell’aggiornamento del Codice della strada, pensata per contrastare i cosiddetti prestanome professionali e rendere più difficile il ricorso alle intestazioni fittizie dei veicoli. Per chi risulta già intestatario di almeno 20 automobili per uso proprio, la richiesta di immatricolazione di una ventunesima vettura può comportare la necessità di dimostrare una capacità economica adeguata, attraverso un ISEE superiore a 50.000 euro, oppure documentare specifiche ragioni economiche o di volontariato che giustifichino il numero di mezzi posseduti.
Perché il nuovo Codice della strada interviene sulle auto intestate ai prestanome?
Il fenomeno delle intestazioni fittizie rappresenta da tempo una criticità per le autorità, perché consente di separare formalmente la proprietà di un veicolo dalla persona che lo utilizza realmente. In alcuni casi, automobili e altri mezzi vengono registrati a nome di soggetti economicamente fragili, privi di redditi significativi o addirittura senza fissa dimora, mentre la loro disponibilità effettiva appartiene a terze persone. Il risultato è una situazione nella quale ricostruire le responsabilità connesse alla circolazione e individuare chi si trova realmente dietro un determinato veicolo può diventare più complicato.
Un caso emblematico emerso nelle cronache italiane riguarda un uomo di 65 anni senza fissa dimora, risultato intestatario di ben 914 veicoli in seguito a un controllo della Polizia di Stato. Un numero difficilmente compatibile, almeno in apparenza, con una normale disponibilità economica individuale e indicativo delle dimensioni che può assumere il ricorso a intestazioni formalmente regolari ma potenzialmente utilizzate per nascondere altri soggetti. Episodi di questo tipo aiutano a comprendere perché il legislatore punti a introdurre criteri di verifica più mirati quando il numero delle automobili registrate a nome della stessa persona supera determinate soglie.
Le cosiddette auto fantasma possono infatti essere utilizzate anche nell’ambito di attività criminali, rendendo meno immediata l’identificazione degli effettivi utilizzatori. Il problema non riguarda soltanto la possibilità di attribuire correttamente le responsabilità dopo un incidente, ma anche la necessità di impedire che un veicolo diventi uno strumento per eludere controlli e accertamenti. La misura si inserisce in questo contesto preventivo, rafforzando l’attenzione sulle situazioni nelle quali la quantità di mezzi intestati a una singola persona richiede una spiegazione documentata.
Che cosa cambia dalla ventunesima automobile intestata a una persona fisica?
Il punto centrale della disposizione è la soglia dei 20 veicoli di categoria M1 intestati per uso proprio. Questa categoria comprende le automobili destinate al trasporto di persone, con un massimo di otto posti a sedere oltre a quello del conducente. Quando una persona fisica risulta già intestataria di almeno venti veicoli appartenenti a questa categoria e presenta una richiesta per immatricolarne un altro, scatta una presunzione di intestazione simulata che può essere superata dimostrando il possesso dei requisiti previsti.
In particolare, la misura descritta richiede la dimostrazione di un ISEE superiore a 50.000 euro, indicato come elemento utile a comprovare una capacità finanziaria compatibile con la gestione di un parco automobilistico così esteso. La soglia, tuttavia, non va interpretata come un nuovo requisito economico imposto a chiunque acquisti un’automobile: riguarda una situazione specifica, caratterizzata dal possesso di almeno venti veicoli M1 per uso proprio e dalla richiesta di immatricolazione di un ulteriore mezzo della stessa categoria.
La distinzione è importante per evitare interpretazioni fuorvianti. Non si tratta di una norma che vieta a un privato di possedere più automobili, né di un obbligo generalizzato di presentare l’ISEE quando si acquista una vettura. Il meccanismo interviene in presenza di un numero particolarmente elevato di intestazioni e mira a verificare che esista una giustificazione plausibile, economica o legata alle attività svolte, per una situazione che potrebbe altrimenti sollevare dubbi sulla reale titolarità dei mezzi.
Chi può immatricolare più di 20 automobili senza dimostrare un ISEE superiore a 50.000 euro?
La capacità economica non rappresenta l’unica strada prevista per superare la presunzione di intestazione simulata. La disposizione contempla anche la possibilità di dimostrare che i veicoli sono necessari per lo svolgimento di un’attività economica oppure per attività di volontariato realizzate da un’associazione iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).
Questa alternativa risponde a un’esigenza concreta: un numero elevato di automobili non è necessariamente indice di un comportamento irregolare. Un’attività economica può richiedere la disponibilità di diversi mezzi, così come determinate organizzazioni possono aver bisogno di automobili per assicurare servizi, trasportare persone o sostenere iniziative di utilità sociale. In circostanze simili, la quantità di veicoli deve essere valutata alla luce della funzione effettiva che svolgono e della documentazione che ne dimostra la necessità.
La possibilità di fornire una giustificazione alternativa evita quindi che il semplice superamento della soglia numerica venga automaticamente equiparato a una violazione. La presunzione costituisce un criterio di verifica, non una prova definitiva di illecito: l’interessato può dimostrare che le intestazioni sono riconducibili a esigenze reali e documentabili. Resta fondamentale, naturalmente, che le dichiarazioni e i documenti presentati siano coerenti con la situazione concreta.
Come funzionano i controlli e quali documenti vengono verificati?
Secondo la relazione tecnica che accompagna il provvedimento descritto, il numero dei veicoli intestati a ciascun richiedente viene verificato attraverso l’Archivio nazionale dei veicoli, il sistema informativo che raccoglie i dati relativi ai mezzi registrati. Gli uffici competenti possono così controllare se la persona interessata abbia raggiunto la soglia prevista, senza dover ricostruire manualmente l’intero parco automobilistico.
La dimostrazione dei requisiti necessari a superare la presunzione spetta invece al richiedente, attraverso le dichiarazioni e la documentazione previste dalla normativa. Le verifiche possono riguardare l’ISEE, l’esistenza di un’attività economica pertinente oppure l’iscrizione dell’associazione al RUNTS. Il riscontro viene effettuato utilizzando le informazioni già disponibili o i documenti presentati dall’interessato, secondo le modalità descritte nella relazione tecnica.
Un aspetto rilevante riguarda l’organizzazione amministrativa: la misura non prevede la creazione di una nuova banca dati, l’istituzione di organismi di controllo aggiuntivi o l’attivazione di unità ispettive dedicate. I controlli dovrebbero essere svolti attraverso gli archivi, le risorse e gli strumenti già disponibili, senza introdurre una nuova struttura amministrativa specifica per questa attività. L’obiettivo è quindi rafforzare la capacità di individuare situazioni anomale utilizzando informazioni che gli uffici pubblici possono già consultare.
La regola riguarda tutti gli automobilisti e da quando si applica?
La misura interessa una categoria circoscritta di situazioni e non modifica indistintamente le condizioni per acquistare o immatricolare un’automobile in Italia. Per la maggior parte degli automobilisti, che possiedono uno o pochi veicoli, la soglia dei venti mezzi non rappresenta un problema operativo. L’attenzione si concentra sui casi nei quali il numero delle intestazioni risulta particolarmente elevato e occorre verificare se la registrazione formale corrisponda alla situazione reale.
È inoltre necessario distinguere la descrizione della misura dalle indicazioni sulla sua effettiva applicazione temporale. Per stabilire con precisione da quale data entrerà in vigore il nuovo obbligo e quali documenti saranno richiesti nelle singole procedure, occorre fare riferimento al testo definitivo del provvedimento e alle eventuali disposizioni attuative applicabili. Le informazioni riportate nella descrizione disponibile non consentono, da sole, di indicare una data certa di decorrenza.
Il principio di fondo è comunque chiaro: rendere più difficile utilizzare persone economicamente vulnerabili come intestatari di comodo, senza penalizzare automaticamente chi possiede numerosi veicoli per ragioni legittime. La combinazione tra soglia numerica, verifica della capacità economica e possibilità di dimostrare esigenze professionali o di volontariato punta a individuare situazioni che meritano un controllo più attento. La sua efficacia dipenderà anche dalla corretta applicazione dei criteri e dalla capacità degli uffici di distinguere le intestazioni realmente anomale dai casi nei quali un parco auto esteso è giustificato da esigenze concrete.