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Alex Fiorio, il campione senza vittorie che fece grande la Lancia Rally

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Addio ad Alex Fiorio, protagonista degli anni d’oro della Lancia Delta: campione mondiale Gruppo N nel 1987 e vicecampione WRC nel 1989. Una carriera tra rally, motorsport e nuove generazioni. 🏁🇮🇹

Alex Fiorio, addio al vicecampione che sfidò il mondo con Lancia

È morto a 61 anni Alex Fiorio, uno dei protagonisti più riconoscibili della grande stagione dei rally italiani e internazionali legata alla Lancia Delta. Figlio di Cesare Fiorio, storico dirigente della Lancia e successivamente direttore sportivo della Ferrari in Formula 1, Alex aveva costruito però una propria identità sportiva, arrivando a conquistare nel 1987 il titolo mondiale Gruppo N e a chiudere il Mondiale Rally al terzo posto nel 1988 e al secondo nel 1989.

La sua scomparsa, avvenuta oggi 17 agosto 2026, arriva dopo una malattia che aveva deciso di raccontare pubblicamente attraverso i social nelle scorse settimane. Il tumore allo stomaco contro il quale combatteva da mesi ha interrotto una vita interamente attraversata dalla passione per lo sport, prima sugli sci, poi sulle automobili e infine nella formazione e nella promozione del motorsport.

Chi era Alex Fiorio e perché il suo nome è legato alla Lancia Delta?

Nato a Torino il 10 marzo 1965, Alex Fiorio aveva iniziato la propria storia sportiva lontano dai motori. Da ragazzo aveva ottenuto risultati importanti nello sci, conquistando titoli italiani giovanili nella discesa libera e nello slalom gigante e arrivando anche a conseguire la qualifica di maestro di sci. La velocità, tuttavia, avrebbe presto trovato una strada diversa. Nei primi anni Ottanta Fiorio si avvicinò alle quattro ruote attraverso le competizioni su ghiaccio e il Campionato Fiat Uno, dove riuscì rapidamente a emergere. Il passaggio ai rally fu naturale e, soprattutto, estremamente efficace: nel 1987, al volante di una Lancia Delta HF 4WD del Jolly Club, conquistò il primo titolo FIA dedicato alle vetture di Gruppo N, risultato che lo proiettò definitivamente sulla scena internazionale.

Quella vittoria arrivò al termine di una stagione nella quale Fiorio aveva già dimostrato di poter competere ai massimi livelli e rappresentò il punto di partenza della sua fase più brillante. Nel 1988, con la Delta Integrale, il pilota torinese divenne uno dei protagonisti assoluti del Mondiale: chiuse secondo al Rally di Monte Carlo, in Portogallo, all’Olympus Rally e a Sanremo, aggiungendo il terzo posto all’Acropoli. Cinque podi che gli permisero di terminare il campionato al terzo posto assoluto, alle spalle dei compagni di marca Miki Biasion e Markku Alén.

Alex Fiorio al volante della Lancia Delta negli anni d’oro del Mondiale Rally, stagione che lo avrebbe portato fino al secondo posto nel campionato WRC 1989.

Come arrivò il titolo di vicecampione del mondo nel 1989?

Il 1989 fu l’anno più importante e allo stesso tempo più difficile della carriera di Alex Fiorio. La stagione iniziò con il drammatico incidente del Rally di Monte Carlo, nel quale la sua Lancia uscì di strada coinvolgendo alcuni spettatori e provocando due vittime. Fiorio e il navigatore Luigi Pirollo rimasero illesi, ma l’episodio avrebbe inevitabilmente segnato quella stagione. Il pilota seppe però reagire tornando rapidamente ai vertici: arrivò terzo in Portogallo e all’Acropoli, mentre conquistò il secondo posto in Argentina e a Sanremo. Alla fine del campionato furono 65 i punti, sufficienti per portarlo al secondo posto nel Mondiale, dietro al compagno di squadra Miki Biasion e davanti a Juha Kankkunen.

Il dato statistico racconta bene la sua dimensione agonistica: Fiorio ha totalizzato 10 podi nel World Rally Championship senza mai conquistare una vittoria assoluta, un primato che ancora oggi lo identifica come il pilota con il maggior numero di piazzamenti sul podio nel WRC senza aver vinto una gara iridata. I risultati arrivarono tutti nell’epoca Lancia, compreso il suo ultimo podio mondiale, il terzo posto ottenuto al Rally d’Australia del 1990 con la Delta Integrale 16V.

Che cosa fece Fiorio dopo gli anni d’oro della Lancia?

Quando la parabola della Lancia nel Mondiale iniziò a concludersi, Fiorio proseguì la propria attività agonistica con esperienze in Ford e successivamente con Astra Racing, continuando a partecipare a selezionati appuntamenti internazionali. Nel corso degli anni Novanta arrivarono anche importanti risultati nel Campionato Europeo Rally, compresa una tripletta consecutiva al Rally di Cipro tra il 1992 e il 1994. Dopo alcune partecipazioni nel Mondiale alla fine del decennio, tornò stabilmente sulla scena internazionale nel 2002 con Mitsubishi Ralliart Italia, disputando il campionato Production Car WRC e vincendo la propria categoria al Rally di Finlandia. A fine stagione chiuse quinto nella classifica mondiale Production.

Ma la carriera di Fiorio non terminò con il volante. La sua esperienza maturata nei rally venne trasferita anche alla gestione delle squadre e alla formazione. Nel 2000 assunse il ruolo di team manager del progetto Honda Benetton Playlife nella classe 125 del Motomondiale, contribuendo alla conquista del titolo costruttori. Negli anni successivi lavorò inoltre nel mondo delle competizioni turismo e della Formula Nissan, confermando una capacità che sarebbe diventata centrale nella parte finale della sua attività: non soltanto correre, ma trasmettere conoscenze, organizzare uomini e costruire nuovi progetti sportivi.

Alex Fiorio, campione mondiale Gruppo N nel 1987 e vicecampione del mondo rally nel 1989, è stato uno dei protagonisti della grande epopea Lancia Delta.

Qual è stata l’eredità di Alex Fiorio nel motorsport?

Il ritorno più significativo alla sua origine rallistica arrivò in Puglia, a Masseria Camarda, la residenza della famiglia Fiorio a Ceglie Messapica. Insieme ad Alex Bruschetta diede vita alla Rally University, una scuola destinata alla formazione dei giovani piloti e costruita attorno a un percorso permanente ricavato all’interno della proprietà. L’obiettivo era trasformare decenni di esperienza in una possibilità concreta per chi voleva avvicinarsi alle competizioni, con attenzione non soltanto alla velocità ma anche alla tecnica, alla sicurezza e alla cultura del rally.

Da questa stessa esperienza nacque la Fiorio Cup, competizione pensata per mettere a confronto piloti di generazioni diverse e riportare il rally a una dimensione spettacolare ma anche formativa. L’iniziativa è cresciuta negli anni fino alla quinta edizione, disputata nel 2025, diventando uno degli appuntamenti più caratteristici legati alla Masseria Camarda. Nel 2024 tra i protagonisti ci fu anche Kalle Rovanperä, due volte campione del mondo, mentre le prime edizioni avevano visto il successo di Andrea Crugnola.

Che cosa lascia Alex Fiorio al mondo dei rally?

La scomparsa di Alex Fiorio chiude una storia che va ben oltre i risultati ottenuti nelle classifiche. C’è il campione del Gruppo N 1987, il vicecampione del mondo del 1989, il pilota capace di conquistare 10 podi iridati senza una vittoria assoluta, ma c’è soprattutto un uomo che ha continuato a vivere il motorsport anche quando aveva smesso di essere soltanto una questione di cronometro. La sua seconda vita sportiva, quella dedicata alla formazione, alla sicurezza, alla gestione dei team e alla Fiorio Cup, racconta infatti una concezione del rally come patrimonio da tramandare.

Alex lascia il padre Cesare, la madre Francesca, il fratello Cristiano, la sorella Giorgia, la moglie Oxana e le figlie Mariapaola e Francesca. La famiglia era con lui a Ceglie Messapica, dove aveva scelto di costruire una nuova parte della propria vita. Ed è proprio dalla Puglia che arriva l’immagine più coerente con il suo percorso: quella di un campione che, dopo aver inseguito per anni il limite sulle prove speciali, aveva scelto di mettere la propria esperienza al servizio di altri piloti. Non ha avuto bisogno di una vittoria nel Mondiale per lasciare il segno: la sua storia è diventata parte della memoria della Lancia Delta e di una generazione irripetibile del rally italiano.