
Presley Gerber, figlio di Cindy Crawford, è morto a 27 anni
La notizia ha attraversato rapidamente il mondo della moda e dello spettacolo: Presley Walker Gerber è morto a 27 anni. Figlio della supermodella Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber, Presley è deceduto domenica 20 settembre 2026 in una struttura di riabilitazione nell’area di Los Angeles, secondo i dati del Los Angeles County Medical Examiner. Al momento, tuttavia, non è stata comunicata la causa della morte e le autorità non hanno reso disponibili ulteriori dettagli definitivi. La famiglia, attraverso una portavoce, ha chiesto riservatezza in una fase descritta come particolarmente difficile e dolorosa.
La morte di Presley Gerber arriva dopo anni nei quali il giovane modello aveva scelto di parlare pubblicamente di alcuni aspetti molto personali della propria vita, compresi salute mentale, dipendenze e percorso di recupero. Un elemento che rende il suo profilo pubblico più complesso rispetto alla semplice immagine di figlio di una delle modelle più celebri degli anni Novanta. La sua storia, infatti, si è sviluppata tra l’industria della moda, la notorietà familiare e una dimensione personale che negli ultimi anni Presley aveva deciso di rendere più visibile, proprio con l’obiettivo dichiarato di favorire conversazioni meno superficiali su difficoltà che spesso rimangono nascoste.
Chi era Presley Walker Gerber e perché era conosciuto nel mondo della moda?
Nato il 2 luglio 1999 a Beverly Hills, Presley Walker Gerber era il figlio maggiore di Cindy Crawford e Rande Gerber e l’unico figlio maschio della coppia. Sua sorella minore, Kaia Gerber, ha seguito a sua volta una carriera internazionale come modella e attrice, costruendo negli anni un proprio percorso nel mondo dello spettacolo. Per Presley, l’ingresso nella moda è arrivato molto presto: a soli 15 anni aveva firmato con IMG Models, una delle agenzie più importanti del settore, iniziando un percorso che lo avrebbe portato sulle passerelle e nelle campagne pubblicitarie di importanti maison internazionali.

Il suo debutto sulle passerelle lo aveva messo rapidamente in contatto con alcuni dei principali nomi della moda internazionale. Presley aveva sfilato per Moschino e Dolce & Gabbana, oltre ad aver lavorato con marchi come Burberry, Bottega Veneta, Tommy Hilfiger e Ralph Lauren. La sua attività comprendeva anche campagne per Calvin Klein, Celine e altri grandi brand, confermando una carriera che, pur inevitabilmente accompagnata dalla notorietà della madre, aveva raggiunto una propria dimensione professionale. Nel 2018, quando aveva 18 anni, Presley era inoltre apparso insieme a Cindy Crawford nella campagna Pepsi collegata al Super Bowl, ricreando il celebre immaginario dello spot realizzato dalla madre nel 1992.
Quanto ha influito la famiglia nella sua esperienza nel mondo della moda?
Crescere accanto a Cindy Crawford significava inevitabilmente vivere fin dall’adolescenza sotto una forte attenzione mediatica. Allo stesso tempo, Presley e Kaia avevano costruito carriere parallele nel settore, condividendo un ambiente professionale che per entrambi era diventato familiare. In una precedente intervista, Presley aveva raccontato che lavorare insieme alla sorella rendeva l’esperienza del modellismo “molto meno solitaria”, sottolineando il valore della presenza di una persona con cui condividere pressioni e situazioni simili.
Al di là delle passerelle, Presley aveva coltivato fin da giovane anche una forte passione per lo sport. Aveva praticato surf, pallanuoto e nuoto, attività che aveva progressivamente ridotto quando la carriera nella moda aveva iniziato a occupare una parte crescente della sua vita. Nel 2019 era inoltre stato arrestato con l’accusa di guida sotto l’effetto dell’alcol e successivamente condannato a tre anni di libertà vigilata, oltre a un programma educativo specifico e attività di servizio alla comunità.
Perché Presley Gerber aveva iniziato a parlare pubblicamente di salute mentale e dipendenze?
Negli ultimi anni la dimensione più significativa della sua esposizione pubblica non era stata legata soltanto alla moda. Presley aveva scelto di raccontare apertamente le proprie difficoltà con salute mentale e consumo di sostanze, utilizzando i social network e alcune conversazioni pubbliche per affrontare temi che normalmente vengono trattati con grande riservatezza. Nel corso del suo percorso aveva anche condiviso aspetti delle esperienze di trattamento e recupero, trasformando progressivamente la propria storia personale in uno strumento per incoraggiare altre persone a chiedere aiuto.
Tra le iniziative che aveva promosso c’erano i “Mental Health Mondays”, una serie di contenuti dedicati alla salute mentale e alla possibilità di affrontare senza vergogna argomenti spesso difficili da discutere. La scelta di esporsi su questi temi assume oggi un significato particolare, ma è importante non confondere la sua precedente esperienza con una spiegazione della morte: le autorità non hanno al momento indicato una causa del decesso e qualsiasi collegamento diretto sarebbe quindi prematuro.

Che cosa aveva raccontato Kaia Gerber sul percorso del fratello?
Poche settimane prima della morte, Kaia Gerber aveva parlato pubblicamente delle difficoltà del fratello in un’intervista a Vogue. La modella e attrice aveva descritto l’impatto che le difficoltà di Presley avevano avuto sull’intera famiglia, sottolineando anche il modo in cui lui aveva scelto di mostrarsi vulnerabile davanti agli altri. Il racconto di Kaia aveva evidenziato un aspetto spesso trascurato quando una persona affronta pubblicamente una dipendenza: le conseguenze coinvolgono anche le persone che le stanno accanto, modificando gli equilibri familiari e il modo in cui ciascun componente vive la situazione.
Quella conversazione aveva inoltre mostrato quanto fosse cambiato il rapporto della famiglia con la dimensione pubblica. I Gerber sono sempre stati molto riservati rispetto agli aspetti più personali della loro vita, mentre Presley aveva scelto una strada diversa, rendendo visibili alcune delle proprie difficoltà proprio per contribuire a una discussione più aperta sulla salute mentale e sulle dipendenze.
Che cosa si sa al momento sulla morte di Presley Gerber?
Le informazioni ufficiali disponibili restano limitate. Il Los Angeles County Medical Examiner indica che Presley Gerber è morto il 20 settembre 2026, a 27 anni, in una struttura di riabilitazione. Le autorità non hanno ancora comunicato una causa della morte e, secondo le informazioni diffuse dai media statunitensi, l’autopsia non era stata completata al momento delle prime comunicazioni.
La famiglia di Presley, Cindy Crawford, Rande Gerber e Kaia Gerber, ha chiesto di poter affrontare questo momento lontano dalla pressione mediatica. Nel frattempo, il mondo della moda ricorda un giovane che aveva intrapreso una carriera internazionale molto presto, ma che negli ultimi anni aveva scelto di utilizzare la propria visibilità anche per parlare di vulnerabilità, recupero e salute mentale. È un elemento importante per comprendere la persona oltre il cognome famoso e oltre l’immagine costruita dalle passerelle: Presley Gerber aveva cercato di trasformare una parte difficile della propria esperienza in un dialogo pubblico, lasciando una traccia che va oltre il lavoro svolto nel mondo della moda.