
Bollo auto 2027, quanti italiani saranno davvero esentati?
Il bollo auto dal 2027 potrebbe cambiare in modo significativo per milioni di automobilisti italiani, ma proprio sulla dimensione della platea interessata dalla misura fiscale si è aperto un caso che riguarda i numeri comunicati dal governo. Le stime diffuse nelle ultime ore hanno infatti alimentato dubbi e richieste di chiarimento, soprattutto dopo il confronto con i dati ufficiali sul parco veicolare italiano. A sollevare pubblicamente la questione è stato il Codacons, che aveva già espresso perplessità sulle prime cifre diffuse dall’esecutivo e che ora mette sotto osservazione il possibile impatto economico dell’abolizione del tributo per una parte dei veicoli.
La questione non è soltanto tecnica. Dietro la differenza tra una stima e l’altra ci sono milioni di veicoli e miliardi di euro di gettito fiscale, elementi che cambiano radicalmente la portata della misura. Secondo le prime informazioni, lo stop al pagamento del bollo dovrebbe interessare dal 2027 una determinata fascia di veicoli, con particolare riferimento alle automobili di potenza non superiore agli 80 kW. Il problema nasce però quando la percentuale indicata dall’esecutivo viene confrontata con la consistenza effettiva del parco automobilistico nazionale: il risultato, sostiene il Codacons, non sembra coerente.
Quante sono le auto e i veicoli presenti in Italia?
Per comprendere la questione occorre partire dai numeri complessivi. Secondo i dati richiamati dal Codacons sulla base delle statistiche disponibili, in Italia circolano circa 51 milioni di veicoli soggetti al pagamento del bollo, considerando non soltanto le automobili ma anche motocicli, autocarri, autobus e le altre categorie assoggettate alla tassa automobilistica. Se invece si guarda esclusivamente alle autovetture, il parco italiano conta circa 41,2-41,8 milioni di automobili, a seconda della fonte e del riferimento statistico considerato, mentre i motocicli sono circa 7,9 milioni.

È proprio questo confronto a rendere delicata la percentuale del 70% delle automobili indicata nelle prime comunicazioni relative alla misura. Se quella percentuale fosse applicata all’intero parco delle autovetture, si arriverebbe a una platea potenziale di circa 28,8 milioni di automobili, una cifra sensibilmente superiore ai 14,5 milioni di veicoli inizialmente indicati come interessati dallo stop al bollo. La differenza non è marginale e rende necessario chiarire esattamente quale universo di veicoli sia stato utilizzato per elaborare le stime.
Perché la stima dei beneficiari è passata da 14,5 a 24,6 milioni?
Il quadro è diventato ancora più complesso dopo la diffusione di una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nella quale la platea potenziale dei beneficiari è stata indicata in circa 24,6 milioni di veicoli, rispetto ai precedenti 14,5 milioni. L’incremento, pari a oltre dieci milioni di unità, modifica in maniera consistente anche la valutazione economica dell’intervento.
La differenza potrebbe dipendere dai criteri utilizzati per definire i veicoli effettivamente interessati dalla misura, dalle diverse categorie considerate o dal modo in cui vengono incrociati i dati sul parco circolante e quelli utilizzati a fini tributari. Proprio per questo, prima di trarre conclusioni definitive sull’impatto della riforma, diventa fondamentale conoscere i criteri esatti con cui è stata costruita la platea dei beneficiari. Il passaggio da 14,5 a 24,6 milioni, infatti, non rappresenta una semplice correzione statistica: modifica in modo sostanziale il valore potenziale dell’operazione per le finanze pubbliche e per i contribuenti.
Quanto vale oggi il bollo auto per le Regioni?
Un altro elemento permette di misurare la possibile dimensione economica della riforma. I dati della banca dati Siope indicano che nel 2025 le entrate derivanti dalla tassa automobilistica versate alle Regioni hanno raggiunto complessivamente 7.179.222.333 euro. Rapportando questo gettito ai circa 51 milioni di veicoli considerati ai fini tributari, il Codacons calcola un valore medio nazionale di circa 140,8 euro per veicolo all’anno.
Si tratta naturalmente di una media statistica e non dell’importo effettivamente pagato da ogni automobilista, perché il bollo varia in funzione di diversi fattori, tra cui la potenza del veicolo, la categoria, la Regione di residenza e le eventuali agevolazioni o esenzioni già previste. Inoltre, il calcolo non tiene conto della quota di evasione, cioè dei proprietari che sono tenuti al pagamento ma non versano la tassa. Il dato medio serve quindi soprattutto a fornire un ordine di grandezza dell’impatto potenziale della misura.

Applicando questa media ai 14,5 milioni di veicoli inizialmente indicati dal governo, il Codacons stima un risparmio complessivo per i contribuenti di circa 2,04 miliardi di euro ogni anno. Se invece la platea effettiva fosse quella successivamente indicata dal Mit, pari a 24,6 milioni di veicoli, il valore teorico del mancato pagamento sarebbe inevitabilmente molto più elevato, arrivando a circa 3,46 miliardi di euro annui sulla base dello stesso valore medio. È proprio questa differenza a rendere particolarmente importante la definizione ufficiale della platea.
Il nuovo bollo auto potrebbe cambiare le scelte degli automobilisti?
Al di là dell’impatto immediato sulle tasche dei contribuenti, una misura strutturale di questo tipo potrebbe produrre conseguenze anche sul mercato dell’automotive. Se l’esenzione fosse legata alla potenza del veicolo e in particolare alla soglia degli 80 kW, il criterio fiscale potrebbe diventare uno degli elementi considerati dai consumatori al momento dell’acquisto di una nuova automobile.
La convenienza potrebbe infatti spingere una parte degli automobilisti verso vetture più compatte e meno potenti, soprattutto nel caso in cui l’esenzione venisse mantenuta nel tempo. In questo scenario, il fisco potrebbe diventare indirettamente un fattore capace di influenzare la domanda, favorendo determinate caratteristiche dei veicoli rispetto ad altre. L’effetto reale, tuttavia, dipenderebbe anche dai prezzi delle automobili, dai costi assicurativi, dai consumi, dalle tecnologie disponibili e dall’evoluzione complessiva del mercato.
Quando si saprà quanti automobilisti saranno realmente esentati?
Il punto centrale rimane dunque la platea effettiva dei beneficiari. Le cifre attualmente circolate non sembrano descrivere un quadro perfettamente uniforme: da una parte viene indicata una prima stima di 14,5 milioni di veicoli, dall’altra una successiva quantificazione di 24,6 milioni, mentre il riferimento al 70% delle automobili introduce un ulteriore elemento numerico che, secondo il Codacons, non appare immediatamente compatibile con le dimensioni del parco auto italiano.
Prima di valutare l’effettivo risparmio per le famiglie e le conseguenze sul mercato automobilistico sarà quindi necessario attendere i dettagli tecnici del provvedimento, compresi i criteri con cui verranno individuati i veicoli esentati. La questione non riguarda soltanto quale automobilista pagherà o non pagherà il bollo dal 2027, ma anche quanto costerà complessivamente la misura alle casse pubbliche. Finché questi elementi non saranno chiariti, le diverse cifre in circolazione descrivono scenari economici profondamente differenti: circa 2 miliardi di euro l’anno utilizzando la prima platea e oltre 3,4 miliardi considerando quella successivamente indicata. Il dato definitivo sarà quindi determinante per capire la reale portata della riforma.