Skip to content

Auricolari AI senza smartphone: cosa cambia con il nuovo Chip Qualcomm

il

Gli auricolari potrebbero presto fare molto più che riprodurre musica: un nuovo chip Qualcomm porta AI, applicazioni, sensori e connettività direttamente nel dispositivo, aprendo la strada a cuffie capaci di funzionare senza smartphone. 🎧🤖

snapdragon sound elite gen 2 auricolari ai

Auricolari con intelligenza artificiale: il nuovo chip che li rende autonomi dallo smartphone

Gli auricolari stanno per trasformarsi in qualcosa di molto diverso dai dispositivi che oggi utilizziamo soprattutto per ascoltare musica, effettuare chiamate o interagire con lo smartphone. Un nuovo chip audio con intelligenza artificiale sviluppato da Qualcomm punta infatti a portare direttamente all’interno di cuffie, auricolari e altri dispositivi indossabili una parte delle funzioni che finora hanno richiesto la presenza costante di un telefono. Il risultato potrebbe essere una nuova generazione di dispositivi capaci di eseguire applicazioni, elaborare dati, comprendere comandi vocali e interagire con servizi basati sull’AI anche senza una connessione continua allo smartphone.

Il protagonista di questa evoluzione è lo Snapdragon Sound Elite Gen 2, presentato da Qualcomm durante lo Snapdragon Summit del 21-24 settembre. La piattaforma è stata progettata non soltanto per migliorare la qualità dell’audio, ma soprattutto per creare una base hardware sulla quale possano essere costruite nuove esperienze di AI sempre attiva. L’idea riguarda inizialmente gli auricolari, ma l’architettura è destinata anche a cuffie over-ear, dispositivi audio open-ear, occhiali audio, auricolari dotati di fotocamera, apparecchi acustici e futuri dispositivi personali come pendenti o clip.

Come possono funzionare gli auricolari AI senza uno smartphone?

La differenza fondamentale rispetto agli attuali dispositivi consiste nella possibilità di ospitare applicazioni direttamente nella memoria dell’auricolare. Invece di utilizzare il telefono come intermediario per ogni operazione complessa, il nuovo chip può consentire al dispositivo di eseguire determinate funzioni autonomamente. Quando è disponibile una connessione Wi-Fi, inoltre, il sistema può sincronizzarsi con servizi cloud come ChatGPT.

Nella pratica, questo significa che l’utente potrebbe rivolgere una richiesta vocale direttamente agli auricolari e ottenere l’intervento di un agente AI capace di svolgere determinate azioni. Tra gli esempi indicati da Qualcomm figurano la possibilità di creare appuntamenti su un calendario online o effettuare acquisti tramite Internet. La caratteristica distintiva sarebbe proprio l’assenza della necessità di mantenere collegato uno smartphone durante queste operazioni.

Perché Qualcomm utilizza il micropower Wi-Fi?

Per collegare gli auricolari a smartphone o computer quando serve un’interfaccia visiva, la piattaforma utilizza un componente specializzato capace di gestire Wi-Fi a bassissimo consumo insieme al Bluetooth. L’obiettivo è ridurre sensibilmente il consumo energetico rispetto al Wi-Fi tradizionale, anche se questa scelta comporta compromessi in termini di latenza e velocità massima.

auricolari ai senza smartphone qualcomm
Il nuovo Snapdragon Sound Elite Gen 2 di Qualcomm punta a trasformare gli auricolari in dispositivi intelligenti capaci di elaborare funzioni AI direttamente sull’hardware.

Nel settore audio, tuttavia, il Wi-Fi può offrire un vantaggio importante. Secondo Qualcomm, infatti, una connessione Wi-Fi può migliorare la qualità della riproduzione perché il Bluetooth normalmente comprime i dati durante la trasmissione. Il nuovo sistema viene quindi concepito non come una semplice alternativa al Bluetooth, ma come una componente della piattaforma necessaria a rendere gli auricolari più autonomi e versatili.

L’intelligenza artificiale potrà anche decidere quali suoni ascoltare?

Una delle funzioni più interessanti riguarda la cancellazione attiva del rumore adattiva e selettiva. Il sistema può essere utilizzato per filtrare determinati suoni lasciandone passare altri in base alle necessità dell’utente. Camminando in città, per esempio, potrebbe essere possibile mantenere percepibile il suono di una sirena d’emergenza mentre vengono attenuati altri rumori ambientali. Durante una conversazione, invece, il sistema potrebbe concentrarsi sulle voci delle persone presenti.

Questa funzione non dipende dai grandi modelli linguistici utilizzati da sistemi come ChatGPT. Qualcomm specifica che la cancellazione del rumore viene gestita attraverso algoritmi di machine learning, progettati per analizzare e selezionare i suoni in tempo reale.

La piattaforma comprende inoltre un sottosistema destinato a supportare la riproduzione audio lossless, una modalità di ascolto ad alta qualità che normalmente è associata ai servizi di streaming premium. Il chip punta quindi a combinare nello stesso dispositivo qualità audio, connettività e capacità di elaborazione AI.

Che cosa significa “intelligenza sempre attiva” negli auricolari?

Il concetto più ambizioso introdotto da Qualcomm è quello di always-on intelligence. All’interno della piattaforma è presente un acceleratore AI eNPU destinato a gestire funzioni come assistenti virtuali, trascrizione, traduzione e costruzione di una forma di consapevolezza contestuale.

Il principio è che il dispositivo possa osservare continuamente l’ambiente circostante attraverso i dati disponibili e utilizzare queste informazioni per costruire un profilo personale e contestuale. In questo modo, secondo Qualcomm, l’AI potrebbe utilizzare ciò che ha appreso dalle interazioni precedenti per rispondere meglio alle richieste future.

È proprio questo aspetto a trasformare il concetto di auricolare intelligente. Non si tratterebbe più soltanto di un dispositivo che risponde a un comando preciso, ma di un sistema progettato per mantenere una conoscenza più ampia del contesto nel quale viene utilizzato.

Gli auricolari AI potranno usare anche fotocamere e sensori?

La piattaforma è stata progettata per interfacciarsi anche con sensori e fotocamere. Qualcomm considera, per esempio, la possibilità di utilizzare auricolari dotati di piccole lenti capaci di acquisire immagini durante la normale attività quotidiana dell’utente. Questi dati potrebbero contribuire alla costruzione della consapevolezza contestuale utilizzata dagli agenti AI.

Questa prospettiva introduce inevitabilmente interrogativi sulla privacy. Qualcomm ha spiegato che le future fotocamere integrate negli auricolari potrebbero avere una risoluzione ridotta e utilizzare un sistema basato sull’intelligenza artificiale per oscurare automaticamente le persone riprese, evitando così di identificarle. Si tratta però di una tecnologia ancora proiettata verso dispositivi futuri e non di una caratteristica già disponibile sul mercato in questa forma.

Quanta batteria consumeranno gli auricolari con AI?

Sul consumo energetico complessivo dei dispositivi non sono ancora disponibili indicazioni definitive. Qualcomm sostiene che la nuova architettura permetterà ai produttori di non dover scegliere necessariamente tra qualità audio, funzioni AI e autonomia, ma l’utilizzo continuo potrebbe comunque cambiare radicalmente il modo in cui viene percepita la durata della batteria.

Gli auricolari tradizionali vengono normalmente utilizzati in modo intermittente, soprattutto per ascoltare musica o effettuare telefonate. Un dispositivo progettato per mantenere costantemente attive funzioni di elaborazione, sensori e assistenti virtuali avrebbe invece un comportamento completamente diverso. Anche Qualcomm ha riconosciuto che questo potrebbe avere un impatto sull’esperienza dell’utente legata al consumo della batteria.

Esistono già cuffie e auricolari dotati di intelligenza artificiale?

La tecnologia non nasce in un mercato completamente vuoto. Alcuni dispositivi già disponibili offrono funzioni AI per registrare, trascrivere, tradurre e riassumere conversazioni, come i prodotti Rise e RecDot di Viaim. Anche gli AirPods di Apple possono interagire con Siri, ma per le operazioni più complesse richiedono una connessione continua con un iPhone.

Parallelamente, diversi gruppi di ricerca stanno sperimentando sistemi intelligenti integrati direttamente negli auricolari. Nel 2024, ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato un sistema computazionale inserito in auricolari commerciali per individuare la voce di una persona specifica in ambienti rumorosi. Un progetto precedente aveva invece utilizzato il deep learning per permettere all’utente di controllare tramite comandi vocali la cancellazione selettiva dei rumori.

auricolari intelligenza artificiale chip qualcomm
Dalla cancellazione selettiva del rumore agli assistenti virtuali: la nuova generazione di auricolari potrebbe ridurre la dipendenza dallo smartphone.

Che cosa cambia rispetto alla precedente generazione Snapdragon?

Lo Snapdragon Sound Elite Gen 2 rappresenta l’evoluzione dello Snapdragon S7 Gen 1, utilizzato in dispositivi come la serie Xiaomi Buds 5 Pro. La nuova generazione mantiene alcune delle funzioni già presenti, tra cui cancellazione attiva del rumore, personalizzazione dell’audio, streaming lossless e connettività Wi-Fi a basso consumo, ma aumenta sensibilmente la capacità di elaborazione AI.

Secondo i dati forniti da Qualcomm, il nuovo chip raggiunge 128 miliardi di operazioni al secondo, il doppio rispetto ai 64 miliardi della generazione precedente. Allo stesso tempo, il consumo energetico dichiarato è inferiore del 40% e le dimensioni del chip sono state ridotte del 30%.

La novità architetturale più significativa rimane però la possibilità di memorizzare ed eseguire applicazioni direttamente sul dispositivo. Il chip dispone di memoria integrata e il dispositivo può avere un proprio indirizzo IP, permettendo di comunicare con i server attraverso il protocollo HTTPS senza passare necessariamente da uno smartphone o da un computer. Qualcomm sta inoltre valutando la possibilità di mantenere contemporaneamente nella RAM due applicazioni, per esempio un agente AI e una piattaforma di streaming audio, lasciando altre applicazioni nella memoria flash.

Quando arriveranno sul mercato gli auricolari con questo chip?

Al momento non è stata indicata una data precisa per la disponibilità dei primi dispositivi commerciali basati sullo Snapdragon Sound Elite Gen 2. Qualcomm ha però spiegato di essere al lavoro con aziende come HP e Bose per esplorare cuffie e altoparlanti dotati della nuova piattaforma.

La prospettiva delineata dall’azienda va quindi oltre il semplice miglioramento degli auricolari. L’obiettivo è creare una nuova categoria di dispositivi personali nei quali l’intelligenza artificiale, la connettività, i sensori e l’audio convivano direttamente nell’hardware. Se questa architettura troverà una concreta applicazione nei prodotti destinati al pubblico, gli auricolari potrebbero diventare una delle interfacce attraverso cui l’utente interagisce quotidianamente con gli agenti AI, riducendo progressivamente il ruolo dello smartphone come intermediario.