
Joshua Kushner e Bob Iger alla guida dei Lakers: affare da 12 miliardi
I Los Angeles Lakers, una delle franchigie più riconoscibili e vincenti nella storia dello sport mondiale, si avviano verso una nuova era societaria. Al centro dell’operazione ci sono Joshua Kushner, imprenditore e protagonista del venture capital americano, e Bob Iger, ex amministratore delegato di Disney e oggi consulente di Thrive Capital, il fondo guidato dallo stesso Kushner.
La cordata avrebbe raggiunto un accordo per acquisire la franchigia NBA per una cifra record di 12 miliardi di dollari, secondo quanto riferito inizialmente da ESPN. Un’operazione che, se completata, stabilirebbe un nuovo primato assoluto nel valore di una squadra sportiva e confermerebbe quanto il mercato delle grandi franchigie americane sia ormai entrato in una dimensione finanziaria difficilmente paragonabile al passato.
Perché la vendita dei Lakers deve ancora essere approvata dalla NBA?
L’intesa non rappresenta ancora il passaggio definitivo della proprietà. Come previsto dalle procedure della lega, l’operazione dovrà infatti essere sottoposta all’approvazione del board della NBA, un iter che potrebbe richiedere diverse settimane prima della conclusione formale. Kushner e Iger hanno comunque confermato l’accordo attraverso una dichiarazione nella quale hanno espresso il loro onore per l’opportunità di diventare i nuovi custodi dei Lakers, sottolineando il significato particolare di una franchigia considerata tra le più iconiche non soltanto nel basket, ma nell’intero panorama sportivo internazionale. La scelta delle parole non è casuale: acquistare i Lakers significa entrare in possesso di un marchio globale costruito in decenni di successi, rivalità, campioni e momenti entrati nella cultura popolare americana.

Quanto è cambiato il valore dei Lakers dal 1979?
Per comprendere la portata economica dell’operazione bisogna tornare al 1979, quando la famiglia Buss rilevò i Lakers per circa 67 milioni di dollari. Da allora il valore della franchigia è cresciuto in modo impressionante, accompagnando l’espansione commerciale della NBA, la crescita dei diritti televisivi, la diffusione internazionale del basket e la trasformazione delle grandi squadre sportive in veri e propri asset finanziari globali. La famiglia Buss ha legato il proprio nome ad alcune delle pagine più importanti della storia gialloviola: dall’epoca di Magic Johnson al dominio del duo formato da Shaquille O’Neal e Kobe Bryant, fino all’era successiva di Kobe come superstar assoluta e all’arrivo di LeBron James, capace di riportare il titolo a Los Angeles nel 2020.
Il salto da 67 milioni a 12 miliardi di dollari racconta quindi qualcosa che va oltre la singola compravendita. Mostra la trasformazione dello sport professionistico americano in un settore nel quale reputazione, diritti commerciali, contenuti audiovisivi, sponsorizzazioni e valore internazionale del brand possono produrre valutazioni astronomiche. Il record dei Lakers arriva inoltre poco dopo un’altra operazione clamorosa: i Boston Celtics, storici rivali di Los Angeles e franchigia più vincente nella storia della NBA insieme ai Lakers, sono stati ceduti per 6,1 miliardi di dollari.
Perché i Lakers cambiano proprietà così rapidamente?
L’operazione rappresenterebbe un nuovo capitolo dopo il recente passaggio di controllo della franchigia. Mark Walter, numero uno di TWG Global, aveva infatti rilevato la quota di controllo precedentemente appartenuta alla famiglia Buss. Il cambio di proprietà dei Lakers si trova dunque al centro di una fase particolarmente intensa, nella quale il valore economico della squadra continua a crescere mentre cambiano gli equilibri tra gli investitori interessati a uno dei marchi più potenti dello sport americano.
Sul fronte giudiziario, il quadro relativo a Walter viene inoltre osservato con attenzione a causa di un’indagine federale per presunta frode fiscale riguardante altre attività dell’imprenditore. Si tratta di un elemento separato dall’operazione Kushner-Iger e che non deve essere confuso con le procedure necessarie per il trasferimento della proprietà dei Lakers, ma contribuisce a rendere particolarmente delicato il contesto nel quale la franchigia sta attraversando questa fase di transizione.
Chi è Joshua Kushner e quale rapporto ha con la politica americana?
Il nome di Joshua Kushner porta inevitabilmente con sé anche quello del fratello Jared Kushner, genero di Donald Trump e figura di primo piano nell’orbita politica dell’ex presidente americano. Joshua, tuttavia, ha costruito la propria carriera mantenendo una posizione distinta rispetto al percorso politico del fratello. È il fondatore di Thrive Capital, realtà di investimento che negli ultimi anni ha acquisito un peso crescente nel panorama finanziario e tecnologico statunitense.
Proprio questa distinzione assume particolare rilevanza nel caso dei Lakers. La presenza di un Kushner nella nuova proprietà potrebbe infatti alimentare interrogativi sul possibile rapporto tra l’operazione sportiva e l’universo politico vicino a Donald Trump, soprattutto considerando il rapporto storicamente complesso tra Trump e la NBA. Non esistono però elementi sufficienti per affermare che l’ex presidente sia direttamente coinvolto nell’acquisizione, e qualsiasi collegamento in questo senso deve essere considerato, allo stato attuale, una speculazione.

Quale ruolo avrà Bob Iger nella nuova proprietà?
Accanto a Kushner compare un nome che porta con sé un’esperienza particolarmente significativa nel mondo dell’intrattenimento globale: Bob Iger. L’ex CEO di Disney conosce infatti da vicino la costruzione e la gestione dei grandi marchi internazionali, un elemento potenzialmente strategico per una franchigia come i Lakers, il cui valore non dipende esclusivamente dai risultati sul parquet.
Iger e Kushner avevano già avuto rapporti con progetti legati alla NBA e alle prospettive di sviluppo della lega a Las Vegas, prima che il progetto degli investitori si orientasse verso la California. La loro combinazione unisce dunque finanza, sport, media e intrattenimento, quattro settori ormai sempre più interconnessi nella gestione delle grandi franchigie americane.
Come hanno reagito Luka Doncic, Magic Johnson e LeBron James?
Tra le prime reazioni c’è stata quella di Luka Doncic, attuale stella dei Lakers, che sui social ha manifestato entusiasmo all’idea di incontrare Kushner e Iger. Anche Magic Johnson, simbolo della storia della franchigia e uno dei protagonisti dell’epoca d’oro dei Lakers, ha rivolto un messaggio di congratulazioni alla nuova proprietà.
Più silenzioso, invece, LeBron James, che ha lasciato Los Angeles e nella prossima stagione vestirà la maglia dei Philadelphia 76ers. La sua mancata reazione assume un significato particolare alla luce dei rapporti spesso difficili con la dirigenza e delle recenti polemiche che lo hanno coinvolto. Il passaggio di proprietà arriva così in un momento nel quale i Lakers devono gestire non soltanto una gigantesca operazione finanziaria, ma anche una delicata fase sportiva e identitaria.
La vera domanda, ora, riguarda ciò che accadrà dopo il via libera della NBA. Dodici miliardi di dollari non rappresentano soltanto il prezzo di una squadra: sono la valutazione di un marchio globale, di una storia e di una piattaforma commerciale capace di attraversare generazioni. La sfida per Kushner, Iger e la nuova cordata sarà trasformare quella cifra record in una nuova fase di crescita senza alterare ciò che rende i Lakers qualcosa di molto più grande di una semplice franchigia di basket.