
Cloudflare cambia le regole per i crawler AI: cosa succede ai siti web
L’intelligenza artificiale sta modificando anche il modo in cui i contenuti pubblicati online vengono scoperti, indicizzati e utilizzati. In questo scenario, Cloudflare aggiorna i propri strumenti per la gestione dei crawler basati sull’IA, introducendo controlli più specifici rispetto al precedente sistema pensato per bloccare in modo generale i bot AI. La novità riguarda in particolare il rapporto tra ricerca, addestramento dei modelli di intelligenza artificiale e agenti AI, tre modalità di accesso ai contenuti che fino a oggi potevano essere gestite attraverso impostazioni meno dettagliate.
L’azienda ha comunicato che il cambiamento è entrato in vigore ieri 15 settembre e che la nuova configurazione viene introdotta progressivamente per tutti i clienti nel corso della settimana successiva. L’obiettivo dichiarato è offrire ai proprietari dei siti un controllo più preciso sul modo in cui i crawler possono interagire con le pagine pubblicate. La questione non è soltanto tecnica: per editori, aziende e siti informativi diventa sempre più importante stabilire chi può accedere ai contenuti, per quale finalità e con quali limiti.
Perché Cloudflare sta cambiando il controllo sui crawler AI?
Circa un anno fa Cloudflare aveva lanciato il Content Independence Day, iniziativa attraverso la quale aveva introdotto un sistema semplice per consentire ai proprietari dei siti di impedire ai bot basati sull’intelligenza artificiale di estrarre informazioni senza un consenso esplicito. Da allora, però, il panorama degli strumenti AI è diventato più articolato e la distinzione tra i diversi utilizzi dei crawler è diventata più importante.
Un bot che visita una pagina per consentire a un motore di ricerca di inserirla nei risultati non svolge necessariamente la stessa attività di un crawler che raccoglie contenuti destinati all’addestramento di un modello di intelligenza artificiale. Allo stesso modo, un agente AI che accede a una pagina per eseguire un’attività richiesta da un utente rappresenta un caso ancora diverso. La nuova impostazione di Cloudflare nasce proprio da questa distinzione e sostituisce progressivamente il precedente approccio basato principalmente sull’interruttore “Blocca bot AI”.
La differenza è significativa soprattutto per chi vuole continuare a essere visibile nei motori di ricerca senza concedere automaticamente ai crawler l’autorizzazione a utilizzare gli stessi contenuti per l’addestramento dei sistemi di IA.

Cosa cambia concretamente per la ricerca e l’addestramento AI?
La modifica più importante riguarda l’impostazione consigliata per l’addestramento dei crawler AI. Dal 15 settembre, Cloudflare indica come configurazione predefinita raccomandata “Non consentire l’addestramento AI”, in sostituzione dell’impostazione precedentemente indicata come “Blocca”.
Il punto centrale è che questa nuova configurazione non equivale a impedire ai principali crawler dei motori di ricerca di visitare un sito. Strumenti come Applebot, Googlebot e Bingbot possono continuare a indicizzare le pagine affinché queste siano disponibili nei risultati di ricerca, mentre viene impedito l’utilizzo dei contenuti per finalità di addestramento AI.
È una distinzione particolarmente rilevante per gli editori digitali. Un sito può infatti voler mantenere la propria visibilità su Google e sugli altri motori di ricerca, continuando quindi a consentire l’indicizzazione, ma allo stesso tempo non voler autorizzare l’utilizzo dei propri articoli come materiale per l’addestramento di modelli generativi. Le nuove impostazioni permettono di separare queste due esigenze invece di trattarle come un unico problema.
Come funziona la nuova distinzione tra Ricerca, Addestramento e Agente?
Il nuovo sistema di Cloudflare introduce tre controlli distinti: Ricerca, Addestramento e Agente. La logica è quella di attribuire una finalità diversa ai diversi tipi di accesso, evitando che un’unica impostazione debba decidere indistintamente se consentire o bloccare ogni crawler legato all’intelligenza artificiale.
La voce Ricerca riguarda l’accesso necessario alla scoperta e all’indicizzazione dei contenuti. La voce Addestramento riguarda invece l’utilizzo dei contenuti per costruire o migliorare modelli AI. La voce Agente interessa infine gli agenti artificiali che possono interagire con le pagine per svolgere attività o recuperare informazioni per conto degli utenti.
Questa separazione introduce quindi una gestione più granulare del traffico automatizzato. Per un sito editoriale, la differenza può essere sostanziale: essere indicizzati non significa necessariamente autorizzare l’addestramento dell’IA sui propri contenuti. Il nuovo sistema rende questa distinzione più esplicita anche a livello di configurazione.
Chi aveva già attivato “Blocca bot AI” cosa vedrà?
La transizione sarà in larga parte automatica. Cloudflare ha spiegato che, per gli account che avevano precedentemente attivato “Blocca bot AI” oppure “Managed Robots.txt”, le impostazioni verranno migrate ai nuovi controlli nel corso della settimana.
Nel caso specifico in cui “Blocca bot AI” fosse impostato su “Blocca”, la nuova configurazione prevista sarà “Ricerca: Consenti”, “Addestramento: Non consentire l’addestramento AI” e “Agente: Blocca sulle pagine con annunci”. La migrazione delle impostazioni avverrà progressivamente, mentre l’interfaccia della dashboard sarà aggiornata in modo controllato.
Cloudflare precisa inoltre che eventuali modifiche effettuate manualmente dall’utente durante il periodo di transizione saranno conservate. Non si tratta quindi di una migrazione che dovrebbe sovrascrivere le preferenze impostate successivamente dall’amministratore del sito.
E chi non aveva mai modificato queste impostazioni?
Per chi non aveva mai configurato manualmente i controlli relativi ai crawler AI, non è previsto alcun cambiamento nella configurazione esistente. Cloudflare indica che questi account rimarranno sull’impostazione “Consenti”.
Questo significa che non tutti i proprietari di siti devono intervenire immediatamente. La nuova struttura interessa soprattutto chi aveva già utilizzato i precedenti strumenti di controllo e desidera verificare come le proprie preferenze siano state tradotte nel nuovo sistema.

Cosa dovrebbe controllare chi gestisce un sito web?
Cloudflare sottolinea che per la maggior parte dei clienti non sarà necessario compiere alcuna azione. Tuttavia, per chi aveva scelto di bloccare i bot AI, la migrazione rappresenta un’occasione per ricontrollare le impostazioni di sicurezza e verificare che il comportamento desiderato sia rimasto invariato.
Per un sito editoriale, la questione merita particolare attenzione perché le decisioni relative ai crawler possono avere effetti differenti sulla scoperta dei contenuti, sull’indicizzazione e sull’accesso da parte dei sistemi di intelligenza artificiale. Non esiste infatti un’unica forma di accesso automatizzato: la nuova configurazione di Cloudflare nasce proprio dalla necessità di distinguere finalità diverse.
La migrazione sarà considerata completata quando nella dashboard verrà rimosso l’interruttore “Blocca i bot AI”. A quel punto, i nuovi controlli rappresenteranno il sistema principale attraverso cui amministrare le autorizzazioni relative a ricerca, addestramento e agenti.
Perché questa novità interessa sempre più gli editori digitali?
La scelta di Cloudflare riflette un problema destinato a diventare sempre più centrale nell’ecosistema digitale: come mantenere aperto il web alla ricerca e alla scoperta senza rinunciare al controllo sull’utilizzo dei contenuti da parte dell’intelligenza artificiale.
Per anni il rapporto tra siti web e crawler è stato dominato soprattutto dalla necessità di essere indicizzati dai motori di ricerca. Con la diffusione dei sistemi generativi, però, lo stesso contenuto può essere richiesto, analizzato, sintetizzato o raccolto da strumenti con finalità molto differenti. Separare questi scenari significa dare ai proprietari dei siti una possibilità di scelta più articolata.
Per chi pubblica articoli, guide, analisi o contenuti originali, la gestione dei crawler AI diventa quindi parte integrante della strategia editoriale e tecnologica del sito. Cloudflare non elimina il problema, ma introduce una modalità più precisa per affrontarlo: consentire ciò che serve alla ricerca, limitare ciò che riguarda l’addestramento e decidere separatamente come gestire gli agenti artificiali. In un web sempre più attraversato dall’IA, la possibilità di distinguere queste tre funzioni potrebbe diventare un elemento importante della gestione quotidiana di un sito.